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Nel segno di Yves

Data pubblicazione : 30/08/2017     
Autore : Cinzia Malvini / Silvia Cutuli


Timido, riservato, fragile e schivo, la figura aristocratica, lo sguardo miope e cristallino protetto da occhiali da vista dalla spessa montatura nera che non riuscivano però a celare la sua vera indole rivoluzionaria. E inquieta. Perché Yves Saint Laurent come amava spesso ripetere ai suoi amici - anche dopo aver dato l’addio alle passerelle nel 2002 - aveva sempre preferito il rigore, la semplicità, la bellezza del classico, ma anche la fantasia fiammeggiante capace di trasformare gli abiti e le donne in qualcosa di profondamente diverso. E unico. Come fece con lo smoking femminile, forse il vestito simbolo della miglior complicità tra le donne e il couturier francese. Solo una delle tante invenzioni stilistiche di Saint Laurent che resteranno immortali assieme al nude look, alle sahariane per la città e agli abiti esotici.

Nato in Algeria nel 1936 da un’ agiata famiglia alsaziana, Saint Laurent insieme a Coco Chanel e Christian Dior s’impone all’apice della moda francese del ‘900. Un percorso iniziato giovanissimo a soli a 17 anni, proprio nella Maison Dior dove diviene il braccio destro del fondatore e dove resterà fino ai primi anni ’60. Due anni dopo Saint Laurent, insieme al socio e compagno di una vita Pierre Bergé apre il suo atelier: il successo è immediato grazie a collezioni che si rifanno all’arte e ad artisti come Mondrian, Picasso e la Pop Art. E' il primo stilista ad entrare nei Musei, primo ad imporre un'egemonia dell’eleganza europea aperta anche alle più lontane suggestioni. Primo anche per fragilità e inquietudini che lo portano sempre più spesso a rifugiarsi a Marrakech, nell’amata casa e nei giardini di Majorelle, balsamo lenitivo alle angosce, ai farmaci, alle depressioni, alle disintossicazioni. Nel 2002 Yves Saint Laurent già malato firma la sua ultima sfilata: un’emozionante e monumentale retrospettiva al centre Pompidou che in un'ora e mezza celebra i suoi quarant’anni di storia. Una storia che grazie all'eccezionale archivio, custodito dalla Fondation Pierre Bergé - Yves Saint Laurent - che vanta un patrimonio di cinquemila creazioni d'alta moda e quindicimila accessori, così come sketches, fotografie e oggetti personali - ritornerà a nuova vita nei due musei in apertura il prossimo autunno a Parigi e Marrakech, le città più amate.
Nella storica sede francese della Maison, al 5 avenue Marceau - dove Monsier Yves per almeno trent'anni scrisse leggendarie pagine di moda - grazie al restyling e al progetto espositivo di Nathalie Crinière e dell'interior designer Jacques Grange, sembrerà di tornare ai bei tempi della couture muovendosi tra i saloni di sfilata e lo studio privato.
In contemporanea con Parigi, inaugurerà il nuovo spazio di Marrakech “mYSLm” in rue Yves Saint Laurent, proprio vicino agli amati giardini di Majorelle. Più che un museo un multi spazio di 4.000 metri quadrati con tanto di auditorium, libreria, biblioteca e ristorante caffè con terrazza, concepito dallo studio francese KO mixando riferimenti al Marocco e alla couture tanto cara a Monsieur Yves. Con la forma cubica degli esterni che cita per certi versi il rigore della moda Ysl, rigore che viene stemperato però dal calore della terracotta e delle pietre locali che sembrano accarezzare la luminosità degli interni, evocativi nelle linee sinuose, vellutate e morbide del miglior abito d'alta moda.
Come a suggerire che: “Senza l’eleganza del cuore non c’è eleganza” come amava ripetere Saint Laurent.







 
















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