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Per la moda un ritorno alla realtà

Data pubblicazione : 18/01/2017     
Autore : Silvia Cutuli


Ci si interroga su cosa sia la normalità nei backstage di Milano Moda Uomo, e mai luogo potrebbe sembrare meno indicato per avere una degna definizione, ma forse poi non è proprio così. Certo è che il circo della moda da tempo ci ha abituato a una spettacolarizzazione delle sfilate, con le passerelle che prendono il passo di faraonici show quasi che si avverta il bisogno inarrestabile di un qualcosa in più che dia il senso del lavoro che si fa, ovvero gli abiti.

Ecco allora che si avverte forte un desiderio di ritorno alla realtà, con la sfilata che diventa quasi un'esperienza intima già a partire dall'ambientazione, con la scenografia che lontana dall'essere una iper-costruzione, assume l'assoluta sobrietà di un ambiente domestico che ben si sposa con il desiderio di normalità, invocato dalla nuova collezione Prada. "Perchè forse – come racconta Miuccia Pradaanche nella moda il vero senso va ritrovato nella semplicità, nelle cose normali".
Il velluto a coste delle giacche, i caban in pelle, i maglioni scaldati da lavorazioni manuali, puntano all'autenticità di un vestire maschile su cui aleggia un vago sentimento naif (ai piedi dei modelli scarpe in pelliccia Nanook) che sembra piuttosto una ricerca di identità.

Un'armonia di mentalità e culture, è quella invocata invece da Donatella Versace, che chiama a raccolta nel casting della nuova collezione uomo, ragazzi di diverse etnie provenienti da ogni angolo del mondo.
Perché la moda non è fatta di soli abiti, ma anche di contenuti e magari può servire a stimolare un dialogo interculturale, sensibilizzando sul tema della solidarietà e non solo maschile. Di fatto c'è che l'armonia, almeno quella di stile, viene intanto regalata dai bei cappotti cammello, completi formali molto slim, trench stretti in vita, t-shirt che invitano alla tolleranza.





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