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MILANO MODA DONNA DAY 6

Data pubblicazione : 01/03/2016     
Autore : Silvia Cutuli


"Voglio far star bene le donne in maniera elegante". Preciso, pulito, chiaro. Non lascia spazio a doppi sensi il messaggio di Giorgio Armani in chiusura della fashion week meneghina.
"Dopo anni di colore sono tornato a una grande base di nero, per toglierci di dosso e spazzare via l´esasperazione di voler stupire a tutti i costi".

Ed ecco allora che sulla passerella a cucire insieme uscita dopo uscita ci pensa il fil noir del velluto nero, materia tattile e misteriosa da sempre amata dallo stilista proprio per il suo splendore soffuso e intenso. Un ritorno alle origini e allo stesso tempo un azzardo che si rivela in tutta la sua eleganza, a tratti onirica eppure così rassicurante, affidata a capi dalle linee pulite, il gusto bohemien di tessuti lavorati jacquard, il dettaglio di un colletto-décor di lacca dal quale pende una cravatta di seta.

Dal velluto alla maglieria, che sulla passerella Angelo Marani fa la differenza, giocando un ruolo da protagonista fino a essere composta con cinque filati differenti. E poi il pizzo placcato in argento sulla lana di abiti e gonne, mentre un lupo fa capolino sui pull, tra decori di fiori, borchie e decori di pelliccia. Ma niente paura è solo un omaggio "all´inverno che non c´è stato".

Se inverno deve essere che sia almeno soigné, onirico e dal touch artistico alla maniera di Vivetta (Ponti), il cui immaginario surrealista contamina - e come potrebbe essere altrimenti - la nuova collezione.
Ispirate a Erté, illustratore, pittore e scenografo della Parigi dei ruggenti anni Venti e Trenta, le creazioni mettono in valore il ricamo insieme alle stampe trompe-l´oeil, con minuscoli bouquet di fiori in rilievo ripresi da antiche tappezzerie, che diventano il leitmotiv di una collezione in puro stile art déco.





La seconda edizione dell’Arab Fashion WeekPronti al decollo