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Milano fashion week

Data pubblicazione : 22/02/2018     
Autore : Silvia Cutuli


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La moda è la seconda industria d'Italia, e a dispetto di chi vede incerta, assonnata la sua ripartenza, solo alcuni dati sfoderati da Carlo Capasa - Presidente di Cnmi - in apertura della settimana di moda milanese, bastano per ridestare gli animi più sfiduciati.

Il fatturato dell'industria della moda italiana nel 2017 ha realizzato un più 2,5% rispetto al 2016 con esportazioni in crescita del 4,3%. Italia al centro dunque , ora più che mai della nuova tornata di passerelle femminili, con una precisa mission: guardare al passato e progettare il futuro.
Perché il domani si nutre di certezze, di quelle belle che hanno segnato la storia del costume (d'Italia) come è evidente nella mostra "Italiana. L'Italia vista dalla moda 1971-2001" (curata da Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi) che celebra insieme i 60 anni della Camera della moda italiana e il valore stesso del made in Italy.

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Altri anniversari da segnare in agenda e annotare alla voce "tradizione", i 60 anni di Mila Shon e il cinquantesimo di casa Etro. Dal passato al tempo presente, da registrare il ritorno su Milano di Moncler con Moncler Genius (il nostro articolo QUI ), l'arrivo di Tommy Hilfiger che lascia per una volta New York e presenta qui la quarta tappa di #TOMMYNOW.

Ritorna l'italianissima Francesca Liberatore - romana, classe 1983- dopo una lunga e fortunata parentesi a stelle e strisce. Lei che ha sempre voluto disegnare vestiti sin da quando ha imparato a tenere la matita in mano, e che al primo colpo è entrata alla prestigiosa Central Saint Martins di Londra laureandosi in  Fashion Womanswear. Poi il lavoro negli uffici stile di Viktor & Rolf ad Amsterdam, Jean Paul Gaultier a Parigi e Brioni donna in Italia, fino al 2009 quando vince il concorso Next Generation promosso dalla CNMI, entrando di diritto nel calendario della fashion week milanese con collezioni a sua firma. Ma la sfida continua, fino alla vittoria del concorso mondiale DHL Exported che la porta con le sue creazioni a New York. Fino ad oggi, quando la sua collezione torna a casa per raccontare nuove e contemporanee storie di moda.

Entrerà di diritto nella storia del fashion - c'è da scommetterci - l'attesissimo evento firmato Anna dello Russo, direttore creativo di Vogue Japan nonché icona globale, che sabato manderà all'asta da Christie's i primi 30 capi del suo sconfinato archivio. Gli altri verranno invece messi in vendita a prezzi democratici su Net- à - porter, con l'intento di supportare con i fondi raccolti i nuovi talenti della moda, perché dice: "Sta tornando di moda l'antimoda, e anch'io vorrei reinventarmi".





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