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INTERVISTA A LAURA LUSUARDI

Data pubblicazione : 17/05/2017     
Autore : Diletta Pieraccini


Un elegante completo blu, un’immancabile collana etnica, una postura fiera sintomo di una forte identità, lo sguardo acuto e il fascino discreto di una Donna di rara intelligenza e sapienza, che ha saputo imporre il buongusto e la concretezza alla perenne e frenetica evoluzione della moda. Abbiamo intervistato, in occasione dell’evento Max Mara Wool Week, Laura Lusuardi, anima creativa di Max Mara da più di 50 anni, che si è raccontata a Montenapoleoneweb dagli inizi della carriera alla consacrazione nell’Olimpo della moda.

Come è nato il suo rapporto con Max Mara?
Sono entrata da Max Mara nel ’64, appena diciottenne, ero molto giovane, non avevo competenze specifiche, però avevo molto entusiasmo ed un sentimento di appassionato interesse verso il mondo della moda. I miei genitori erano proprietari di un negozio di tessuti e furono tra i primi clienti Max Mara. Un giorno, mio padre, mi portò a sostenere un colloquio con il Dottor Maramotti, il quale vide qualcosa in me e mi assunse. Inizialmente ero semplicemente “una ragazzina di bottega”. Vedevo, guardavo, osservavo, imparavo. Poi sono stata assistente, stilista interna, coordinatrice di moda e pian piano mi sono specializzata. È importantissimo secondo me in questo lavoro avere una visione d’insieme, io tuttora mi emoziono toccando le pezze di tessuto; sono cresciuta con l’apertura verso il confronto e l’amore per il lavoro. Oggi mi concentro principalmente sul presidio dell’immagine, ma continuo a far ricerca e formazione di creativi, perchè è fondamentale poter inglobare sempre novità ed avere una visione lungimirante che sappia guardare funzionalmente all’esterno.
Ormai sono più di 50 anni che lavoro qui, ma non mi sento vecchia. Ho avuto la grande fortuna di nascere con Max Mara e crescere di pari passo con l’azienda. Questo è un lavoro che faccio ancora con grande entusiasmo ed intuito, e continuerò finchè questi non verranno a mancare, cercando di trasmettere la mia passione e la mia esperienza alle nuove generazioni. Alle quali dico sempre: “Nella moda è già stato fatto tutto, ma l’importante è avere una visione che guardi avanti, imparando dal passato.”

Da cosa trae ispirazione per i suoi progetti speciali come il Sartoriale o l’Atelier?
I miei progetti nascono dall’intuizione di una mancanza. Non sono progetti quantitativi, ma qualitativi. Ad esempio, l’idea madre del progetto Sartoriale è stata quella di vestire le giovani business women di 25-26 anni, che devono indossare per la prima volta una giacca e desiderano che questa sia unica ed esclusiva, esattamente come quella realizzata su misura da un sarto. Abbiamo intrapreso veramente una grande sfida creando una giacca intelata, tipicamente maschile, ma con una vestibilità adattabile ad ogni corpo femminile e con proporzioni apparentemente sartoriali. Il segreto del successo di queste giacche è la loro vestibilità. Non devono essere vendute alla cliente, devono esserle messe in dosso.
Il progetto Atelier nasce invece come idea di sperimentazione per soddisfare una donna più femminile, che desidera un cappotto esclusivo, più teatrale.
Poter intuire le esigenze di ogni donna, ispirarmi alla loro quotidianità e ai loro desideri, sono aspetti decisivi per la nascita di ogni nuovo progetto.

Qual è la sua visione della moda? E qual è il messaggio dello stile Max Mara?
La moda per me è sempre stata una cosa concreta. La nostra mission è quella di donare uno stile alla donna che sia di qualità e si adatti alla sua vita reale. I nostri non sono capi “alla moda”, piuttosto li definirei “contemporanei”, che è l’aspetto più difficile da captare, perché le donne di oggi non vogliono sentirsi né classiche né vecchie. Credo che negli ultimi anni ciò che realmente faccia la differenza sia l’attitudine. Tutto è già stato creato, i grandi cambiamenti sono avvenuti negli anni ’80, adesso è tutto un discorso di styling, è “come” indossi i capi che fa la differenza. L’importante è avere sempre buongusto e stile.

Quale lato della sua personalità rappresentano le sue creazioni? E cosa, attraverso queste, possiamo capire di Laura?
Io ho la mia identità, non vesto moda, ho il mio stile. Amo ricordare che sono nata con la visione di Max Mara, una casa di moda fondata da un uomo che amava vestire le donne e che ha integrato capi tipicamente maschili nel guardaroba femminile. Sono sempre stata dell’idea che la moda sia legata allo stile di vita, e che con questo si evolva. Per esempio, adesso indosso frequentemente una “divisa” che mi sono creata in più colori, ma mi piace continuare a sperimentare per le nostre consumatrici, mi chiedo sempre di cosa avranno voglia la prossima stagione.

Qual è il capo da lei disegnato a cui è più legata?
Non c’è un capo, ci sono dei capi. Come quelli realizzati nel corso della collaborazione più che trentennale con Anne-Marie Beretta, la più talentuosa designer di cappotti di sempre. In generale però, devo ammettere che ciò che mi fa più piacere è vedere in giro per il mondo donne che vestono Max Mara, perché è sinonimo di uno stile concreto. Ho sempre voluto vestire la donna vera, la donna che vive la realtà.

Come è nato il progetto Wool Denim?
In realtà, la lana è una fibra di eccellenza per le nostre collezioni, essendo in grado come nessun altra di combinare comfort e leggerezza. Quest’anno però, abbiamo deciso di celebrare le qualità della lana Merino australiana in collaborazione con The Woolmark Company, di comunicarle e di apporre sui capi l’etichetta Woolmark, perché vogliamo raccontare alla consumatrice finale il valore di questo tessuto. I suoi ingredienti sono il sole, l’acqua, l’erba, l’aria, la lana prodotta è naturale, sostenibile e biodegradabile. Da qui, nasce anche il progetto Wool Denim, un tessuto denim 100 % lana Merino, che unisce alla versatilità del jeans, l’unicità e la pregevolezza di questa fibra naturale.

A quale capo della collezione non rinuncerebbe?
A nessuno! Non rinuncerei mai al comfort della lana, sono una vera e propria ambassador di questo tessuto, lo indosso 12 mesi all’anno!

Qual è il segreto grazie al quale le sue collezioni continuano a superare le prove del tempo e della moda in un mondo in costante e frenetica evoluzione?
La qualità senza tempo. Non tutte le nostre collezioni sono timeless, ma le linee pulite, il design raffinato e l’attenzione al materiale permettono di creare capi intramontabili. Non solo, i nostri sono capi assoluti, che ognuna può personalizzare a proprio piacimento. Noi non vestiamo una donna, vestiamo le donne.

Il suo stile elegante e discreto è la più alta espressione del buongusto e dell’eccellenza italiana. Potremmo dire che Max Mara “è il nuovo nero”?
No, è il cammello!





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