• MW SUGGESTIONS •

Il "fashion" dice NO a Trump

Data pubblicazione : 24/01/2017     
Autore : Marica Basile


Donald Trump che prende legittimo “possesso” della Casa Bianca con affianco la bellissima Melania. Doveva essere un giorno importante per l’America, ma lo è stato di più il giorno dopo.
La Women’s March, la marcia delle donne, così e stata definita la manifestazione di “rivolta” contro un governo definito sessista, che sembra non essere gradito a nessuno. Si è svolta dopo neanche 24 ore il nuovo insediamento politico. Migliaia i partecipanti, non solo nelle maggiori città americane ma anche nelle capitali mondiali.
In questo tornado di opposizione il fashion system non poteva restare in silenzio. Dopo esserci chiesti quali designer avrebbero fatto a gara per occuparsi del look della First Lady e consorte, tutti i pronostici sono svaniti dopo l’ufficiale boicottaggio alla signora Trump. Non è però bastato il categorico rifiuto di “vestirla”, molti stilisti hanno fatto di più, scendendo in strada con tanto di cartelli sandwich appesi al collo. Zac Posen e Adam Selman i più attivi di sicuro e non sono mancati gli interventi sul web da parte dei loro colleghi come Marc Jacobs, Tory Burch e Stella McCartney. Dalla strada ad Instagram, tutto il mondo ne parla.
Un fenomeno virale, in bilico tra la politica e lo show biz. La moda, questa volta, però non è neutrale e si schiera con la maggioranza e contro un uomo. Strategia di marketing o scelta consapevole? La moda si sa, è sempre stata portavoce dei diritti umani, è questo l’ennesimo caso o si tratta solo di strumentalizzazione di un caso politico? D’altronde, il dio Moda non è forse conosciuto per essere Giudice Supremo imparziale e mai influenzabile?





Coco avant ChanelNel labirinto della couture Dior