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Gabriel Garko nei panni del Giganti del Grande Schermo

Data pubblicazione : 16/02/2016     
Autore : Redazione MW


Già... Panni. Panni di cui molti non conoscono la storia. Ebbene, eccome un pezzetto: Ci fu un tempo, quello della "Dolce Vita".
Un tempo scritto da Mastroianni, Gasmann, Fellini, Visconti.... Era la  dolce vita romana, l´ Italia più bella. Elisir di magia e follia. Ogni  angolo di quella strada che conduceva alla scalinata di Trinità dei  Monti, ogni fontana nelle piazze, ogni riflesso di alba e tramonto alzando gli occhi verso il Gianicolo. Questa era Roma, cuore pulsante del nostro bel Paese.
Nel vortice di questa grande bellezza, nacque Battistoni, che fece della "Signorilità, che non tutti i signori hanno", il proprio sigillo di garanzia.
Oggi al 61b della medesima strada dove sorsero decenni fa, la sartoria  Battistoni,  una sorta di ordine cavalleresco privo di emblemi, decorazioni e uniformi, nei quali si è accettati secondo il merito del talento,  accetta di vestire Gabriel Garko.
Abbandonano italianità e tradizione, approdano ad Hollywood e rileggono tutto in chiave contemporanea. Con un´ unica eccezione: Marcello Mastroianni.
Non pronunciamo sentenze sulla buona riuscita dell´ intervento ma, una piccola nota ce la facciamo scappare.
Disse un giorno  Battistoni :"Eleganza? Ma quella, si sa, c’è e vale quando non si vede, al pari della cultura: parla meglio tacendo".
Forse, il bel Gabriel Garko, rivelatosi per altro " umano troppo umano", come direbbe Nietzsche, e anche un poco impacciato destreggiandosi tra lettura dei copioni, del gobbo e gestione degli spazi sul palco dell´ Ariston, avrebbe potuto, qualche parolina di troppo, non dirla.... In accordo con Battistoni: spesso la cultura ( ne avrà pur una.... In qualche campo), parla meglio tacendo.





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