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Fashion story: Chanel 2.55

Data pubblicazione : 22/11/2016     
Autore : Marica Basile


Il numero che fa sospirare le donne. Sì perché solo nominare quel fatidico 2.55 ci fa sognare e ci catapulta immediatamente nel mondo dell’eleganza per eccellenza firmato Chanel. Definirla una semplice borsa sarebbe un grave errore: è l’oggetto del desiderio bramato dalle signore di tutto il mondo e agognato anche dalle fashion victim più giovani.

Tutte vorrebbero possedere questa it bag dalla pelle trapuntata ma quello che poche sanno è che la nascita del mito risale a ben 61 anni fa.
Tutto iniziò nel febbraio del 1955, quando Mademoiselle Coco decise di dare vita al suo progetto ideato negli anni ’30: una borsa funzionale ma al contempo chic. Il neonato accessorio aveva bisogno di un nome e senza troppi artifici ecco che quella data venne trasformata nelle precisa sigla di riconoscimento di un mito: 2.55! Chiusura in metallo semplice e forma squadrata erano forse i suoi segni distintivi ma c’è di più.

Una borsa diversa dalle altre che accenna al passato ma che guarda al futuro. Alcuni elementi, come le catene dei manici e gli interni bordeaux, rimandano agli aspetti più tristi della vita della stilista trascorsa in orfanotrofio. Ma il colore delle divise e i portachiavi delle guardie non impediscono a Chanel di lanciare un messaggio di indipendenza e libertà attraverso l’uso di tracolla e taschino porta monete: per la prima volta una donna poteva indossare una borsa avendo le mani libere e poteva custodire i suoi soldi comodamente.

Certo nel corso del tempo, il modello ha subito delle trasformazioni nella forme e nelle componenti ma non ha di certo perso valore e importanza. Karl Lagerfeld ha introdotto la chiusura con le leggendarie c incrociate e arricchito i manici con lembi di pelle incrociata creando così la Chanel Classic Flap affiancata dalla 2.55 Reissue che riproduce il modello originale.

Sofisticata ma irriverente al punto giusto, strutturalmente semplice ma di notevole impatto visivo, bella ma pratica. La perfezione racchiusa in una Borsa con la B maiuscola al limite tra il famoso concetto di “fare moda” e far sognare ad occhi aperti, ma d’altronde non è forse questo il vero compito della moda?





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