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Fashion in Florence

Data pubblicazione : 12/01/2017     
Autore : Silvia Cutuli


Una data su tutto, quel lontano 22 luglio 1952 quando nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, la moderna moda italiana muoveva i primi passi con le sfilate organizzate dal Marchese Giovanni Battista Giorgini, buyer col giusto intuito imprenditoriale e ben quotato in America, che ebbe il merito di dare sprint e vigore al moderno sistema della moda italiana. C'è tutto questo e molto altro ancora custodito e raccontato dai 100 scatti provenienti dalla bottega Foto Locchi raccolti nella mostra “Fashion in Florens through the lens of Archivio Foto Locchi”, inaugurata nei giorni di Pitti Immagine Uomo a Palazzo Pitti dove resterà fino al prossimo 5 marzo.

“L’Archivio storico Foto Locchi è la testimonianza più autentica della nascita e dell’affermazione del made in Italy nel mondo. Senza questo patrimonio documentale la città di Firenze sarebbe più povera. E con essa anche l’istituzione che presiedo, il Centro di Firenze per la Moda Italiana, voluto da lungimiranti amministratori pubblici che capirono - già nel 1954 - quanto importanti e vitali potessero essere il tessile-abbigliamento, la pelletteria e la creatività delle nostre produzioni artigianali in termini di lavoro, fatturato e occupazione” spiega Andrea Cavicchi, presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana, mettendo in valore il ruolo cruciale svolto dalla città toscana quale volano per la nascente industria del prêt-à-porter. Come testimoniano le tre sezioni dell'esposizione: le botteghe artigiane, la moda a Firenze e i suoi protagonisti. Se il mito dell'artigianato fiorentino nato già attorno agli anni Venti, attirava di per sé ricche ereditiere americane in cerca di accessori esclusivi, le sfilate della Sala Bianca contribuirono a fare della città la culla della bellezza. Una bellezza celebrata nelle creazioni di maison fiorentine come Gucci, Salvatore Ferragamo, Emilio Pucci che hanno contribuito a dare vita alla storia moderna della moda, insieme ai volti dell'aristocrazia come alle star di Hollywood, quali migliori ambasciatrici dell'italian style.

“Oggi, mentre l’inevitabile astrazione dagli oggetti e spazi concreti nel mondo virtuale conduce a una ricerca senza precedenti di capolavori autentici e posti unici – dichiara Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi - Firenze ha l’opportunità di rivitalizzare il suo ruolo identitario come fulcro dell’industria tessile e dell’abbigliamento, che fondamentalmente risale al Rinascimento”.





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