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Ciao Laura

Data pubblicazione : 26/05/2017     
Autore : Silvia Cutuli


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Passano davanti agli occhi e corrono veloci nella mente, le immagini di quei fotogrammi che hanno fatto la storia della moda italiana nel mondo. Ripensando a quando nella sala montaggio della nostra redazione di moda, dal quartier generale di Guidonia, arrivarono gelosamente confezionati come nel più prezioso scrigno, vecchi (nel senso di storici) ma quanto mai attuali video. Immagini non convenzionali, niente passerelle come le immaginiamo di solito, ma attimi rubati allo sbarco leggendario della moda italiana in Cina, con le modelle immortalate sullo sfondo dei luoghi emblematici di una Pechino impenetrabile e sulla scena lei, Laura Biagiotti, imprenditrice tosta dal cuore gentile scomparsa questa mattina.

Leggera, proprio come quel filo di cachemire con cui ha intessuto una storia di moda tutta italiana, se n'é andata Laura. 73 anni, romana, signora dai modi gentili, garbati che con pugno di ferro ha scritto una pagina indelebile del Made in Italy, portandola pioniera nel mondo. Fu tra i primi insieme all'amato marito Gianni Cigna (scomparso troppo presto), a sfilare a Pechino in una Cina allora quasi sconosciuta ai più. Lo stesso fece portando la sua moda gentile in Russia. Tanto da meritarsi dal New York Times, il titolo di "regina del cachemire" perché davvero utilizzò quella lana preziosa in quasi tutte le sue creazioni, trasformandola e donandole se possibile un'allure ancor più delicata e dal cuore chic.

Amava la sua Roma, la signora del bianco e dei coralli, al punto tale da dedicarle una linea di profumi, restaurando per il Giubileo del 2000 la scalinata della Cordonata del Campidoglio di Roma, nel 2007 il finanziamento per il recupero delle due fontane di piazza Farnese. Mentre, a Venezia ha ripristinato il sipario del teatro La Fenice. E ancora a Roma, ha donato 170 opere di Balla collezionate con il marito Gianni Cigna, nella fondazione Biagiotti Cigna. E proprio alle porte della capitale, in un castello a Guidonia aveva stabilito la sua residenza quartier generale, tenendo le redini insieme all'adorata figlia Lavinia, dell'azienda di famiglia creata dalla mamma Delia, che in pieno boom economico avvió una sartoria in via Salaria. Azienda che iniziò a decollare con la commessa delle divise delle hostess dell'Alitalia. E quell'italian way of life, Laura seppe coniugarla al meglio nelle sue collezioni con gli inconfondibili camicioni da bambola, i caftani aerei, i completi candidi in lino bianco, il tocco artistico di certe stampe, l'amore per un mestiere, il più bello del mondo. Ciao Laura, "pugno di ferro, in cuore di cachemire".





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