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Armani/Silos: gli appuntamenti in città

Data pubblicazione : 01/06/2017     
Autore : Silvia Cutuli


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"Il cinema è una mia grande passione, fin da quando ero bambino. Ha influenzato la mia personale estetica e rappresenta da sempre una preziosa fonte di ispirazione per il mio lavoro. La selezione di film di Larry Fink è misteriosa e al tempo stesso rivelatrice, proprio come le sue fotografie, e spero che il pubblico ne sarà affascinato."


Così Giorgio Armani presenta la sua prossima edizione di Film Series: The Beats and The Vanities, una raccolta di pellicole che si ispira alla mostra fotografica di Larry Fink attualmente allestita presso l’Armani/Silos.

E mentre in città si svolge Milano PhotoWeek (l’iniziativa promossa dal Comune di Milano interamente dedicata al mondo della fotografia), lo stilista punta su The Beats and The Vanities, due portfolio rappresentativi dell'opera di Fink.

Il primo, The Beats, documenta gli anni al tempo in cui Fink era un adolescente partecipe dell'ultima fase della 'beat generation'. Concentrato a ritrarre il suo gruppo di amici, con le foto scattate alla fine degli anni '50, catturando la vena romantica e ribelle del movimento giovanile di quegli anni animato dal jazz underground.

The Vanities, invece, fa da contrappunto a quelle immagini, documentandò le feste hollywoodiane che Fink ritrasse su incarico di Vanity Fair.
Sei invece le pellicole che saranno proiettate presso l’Armani/Silos: per The Beats, Fink ha voluto Shadows (1959) di John Cassavetes, uno sguardo provocatorio sui rapporti interraziali a New York; Next Stop, Greenwich Village (1976), un racconto semi- autobiografico del regista Paul Mazursky sulla sua vita di attore nella New York degli anni '50; On the Road (2012), con Garrett Hedlund, Sam Riley e Kristen Stewart, in una versione cinematografica del leggendario romanzo di Jack Kerouac. Per The Vanities, il classico Sunset Boulevard (1950) di Billy Wilder, la celebre rappresentazione di uno degli aspetti più cupi della fama di Hollywood; A Star is Born di George Cukor (1954) con un’incantevole Judy Garland; Somewhere (2010) di Sofia Coppola, un ritratto della superficialità e frivolezza che si celano dietro la facciata tutta glamour di Hollywood.





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