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Anche la vetrina è sostenibile

Data pubblicazione : 08/02/2018     
Autore : Silvia Cutuli


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Il vero lusso oggi più che mai, sembrano suggerire da Vetements - con fare ironico che non manca però di centrare un obiettivo ambizioso come la sostenibilità ambientale- passi per la riduzione degli scarti prodotti dall'industria dell'abbigliamento e da un consumismo eccessivo che porta ad accumulare pile di abiti dismessi che finiranno per inquinare l'ambiente. A meno che, quegli stessi vestiti vecchi non vengano reinseriti nel ciclo produttivo e riciclati.

A scuotere gli animi forse ancora un pò assopiti sulle tematiche green, ci pensa ora anche la speciale installazione "The Vetements Harrods" (dall'8 febbraio al 2 marzo) che porta una pila di abiti usati donati dagli stessi impiegati del department store londinese, semplicemente ed eccezionalmente nelle vetrine del lusso.
Ai sostenitori, va un braccialetto realizzato al 100% con bottiglie di plastica riciclata, prevedendo anche donazioni a favore di NSPCC (organizzazione inglese attiva contro gli abusi infantili). E se l'obiettivo del direttore creativo Demna Gvsalia è di portare l'installazione sostenibile di Vetements, in 50 e più tappe nel mondo, il tema della moda sostenibile è quanto mai caldo.

Solo qualche mese fa, nel suo impegno a sostegno di un'industria della moda green, si era mossa Stella McCartney aderendo al programma della Ellen MacArthur Foundation “A New Textiles Economy: Redesigning fashion’s future” che riassume così il suo obiettivo principale: “Vestiti, tessuti e fibre vengono valorizzati al massimo durante il loro utilizzo e alla fine vengono reinseriti nell’economia, senza mai diventare rifiuti.”
In altre parole: un’economia circolare reintegrante e rigenerativa in cui circa il 12% dei vestiti viene riciclato in altri materiali.







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