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È brutto e per questo ci piace (?)

Data pubblicazione : 12/04/2018     
Autore : Silvia Cutuli


La bellezza salverà il mondo, sosteneva ieri Dostoevskij. L'estetica del brutto sale oggi in passerella, ribaltando la visione del bello di un'industria come quella della moda che ne è ambasciatrice per immagine e gusto. Che in un universo popolato di abiti e affini, in cui la bellezza sembra più che mai a portata di mano, l'estetica del brutto sia la strada per distinguersi?
"Il mio segreto? - dichiarava in tempi non sospetti Miuccia Prada aver portato nella moda il brutto" ovvero una sua personalissima visione estetica spiazzante, mai banale, assolutamente concettuale.
"È brutto e questo è il motivo per cui ci piace" ribattono oggi da Vetements, il brand fondato da Demna Gvasalia, outsider che trasforma lo streetwear in lusso.
L'imperfetto, il non classificabile al primo sguardo o meglio ad uno sguardo abituato forse a catturare il senso del bello inteso nella sua accezione più classica e conosciuta, ha il merito di risvegliare gli animi modaioli un pò assopiti facendo lievitare vendite e fatturati, vedi il corso Gucci di Alessandro MICHELE.
Confondere i generi, i codici, le convenzioni e convinzioni piazzando un elemento disturbante (vedi le Crocs con plateau firmate Balenciaga) laddove al contrario, in molti si aspettano la celebrazione di buon gusto e stile, quello sì destinato a non passare mai di moda.





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