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Palermo al centro del Mediterraneo

Data pubblicazione : 13/03/2018     
Autore : Franca D. Scotti



Uno splendore caotico, capolavori d’arte, gustosità gastronomiche Palermo è una e cento città, sovrapposte, mescolate, in un unicum al centro del Mediterraneo.
Tanto che a buon diritto ha conquistato quest’anno il prestigioso riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura.
Per cominciare l’esplorazione della città, ecco la Cappella Palatina nel Palazzo dei Normanni, che da sola vale il viaggio.
Sfolgorio di mosaici, oro ovunque, figure ieratiche senza tempo.
In centro si perde la testa tra le chiese arabo- normanne, la Martorana, San Giovanni degli Eremiti, la Cattedrale, le splendide facciate e gli interni barocchi del Gesù e di San Domenico, le sontuose prospettive dei palazzi nobiliari spagnoli, le atmosfere pittoresche dei quartieri Vucciria e Ballarò.
In posizione incantevole sul golfo, tra il Monte Pellegrino e la Conca d’oro, Palermo ha conquistato  l’ammirazione di tutti i suoi visitatori, dagli Arabi a Goethe.
Una terra ricca e fortunata al centro del Mediterraneo, granaio e scrigno di tesori.
Non a caso cercata e conquistata da tutti i popoli più potenti: Greci, Romani, Arabi, Normanni, Svevi, Spagnoli.


Il progetto Capitale della Cultura 2018
Il progetto che si svolgerà per celebrare Palermo Capitale della Cultura punta proprio a valorizzare l’inclusione, la formazione permanente, la valorizzazione del patrimonio e delle produzioni artistiche contemporanee, ricordando  la Palermo, capitale del Mediterraneo dalla ricchezza stratificata e una  società multietnica accogliente da sempre.
Il progetto è ricchissimo di eventi, più di 800, di arte, musica, teatro,  appuntamenti, convegni, sport. 
Una grande opera è “Love difference”, il grande tavolo specchiante a forma di bacino del Mediterraneo creato da Michelangelo Pistoletto.
E poi la mostra-evento su Antonello da Messina, le installazioni di Jan Fabre e Shozo Shimamoto, la Festa Europea della Musica che porterà a Palermo mille giovani musicisti da tutta Europa in giugno.
Con un patrimonio immenso che resterà alla città: dal restauro di Palazzo Butera, museo della collezione Valsecchi, all’apertura di due nuovi “parchi”,  Al Medina Al Aziz che ruota attorno all’antico Palazzo della Zisa, patrimonio UNESCO con altri otto monumenti del sito seriale arabo normanno - e il cuore verde del parco Casina Cinese-Pitrè.

Il Distretto Turistico Palermo Costa Normanna
Un’occasione d’oro, questo progetto che dura per tutto il 2018, per andare a scoprire anche la zona nord della Sicilia, raccolto nel Distretto Turistico Palermo Costa Normanna.
Dalla costa all’entroterra,  itinerari e  meraviglie  infiniti.
Da Palermo si parte per Bagheria, celebrata da Tornatore in Baarìa, e Monreale, rifugio dei re normanni e sede del maestoso Duomo. E poi ancora Baucina, Bolognetta, Campofelice di Fitalia, Campofiorito, Casteldaccia, Castronovo di Sicilia, Ciminna, Ficarazzi, Godrano, Mezzojuso, Roccamena, Roccapalumba, Santa Flavia, Ventimiglia di Sicilia, Vicari: luoghi popolati da torri, ville, sentieri e suggestioni che raccontano la storia e le storie di un’epoca lontana, ma incredibilmente viva.


Il Distretto propone anche possibili esperienze di viaggio studiate secondo un filo  conduttore.
“La Palermo dei Gattopardi” tra aristocrazia e bellezza:  raffinatezza e storia, capolavori nascosti e memorie nobiliari,  la Palermo dei Gattopardi è tutto questo. Una dimensione che attraversa le epoche, da scoprire inoltrandosi nei quartieri storico Cassero e Piazza Marina e lasciandosi rapire dai fasti di antiche residenze come Palazzo Mirto o Palazzo Abatellis, con il suo splendido Trionfo della Morte.

“Palermo sotterranea”: alla scoperta delle Muchate. C’è una Palermo nascosta, fatta di canali e cave sotterranee – le cosiddette muchate – costruite dagli arabi e sopravvissute attraverso i secoli. Il tour  offre la possibilità di esplorarle in piena sicurezza, accompagnati da guide certificate AIGAE, con escursioni di mezza giornata o giornata intera, scoprendo tecniche di scavo, usi e storie i questo lato nascosto della città.

“Tra arte e gusto: Palermo e il trionfo del bianco”
Bianco come gli stucchi settecenteschi del Serpotta. Bianco come la crema dei cannoli o la gelatina del bianco mangiare: Palermo parla di sé anche attraverso i colori.

“Alla scoperta dei mercati storici” e “Tra i vicoli dello street food”: é nei mercati storici che nasce il carattere della cucina palermitana, e non solo. Ed è nei mercati storici che se ne comprende il significato anche culturale e sociale. Un’esperienza all’insegna del gusto non può che passare da qui: immergendosi tra il vocio dei venditori di Ballarò o nel quartiere ebraico della Giudecca, fino ai banchi di carne della Vucciria, ritratta da Renato Guttuso in un celebre dipinto.










LA RIVINCITA DELLE RUGHEE' tempo di outdoor!