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PROSSIMA FERMATA... ROGOREDO!

Data pubblicazione : 22/02/2018     
Autore : Antonio Sarti


Quartiere dormitorio, zona degradata, grigiore di periferia… Le recensioni negative attraverso il passaparola comune si sprecano quando si parla del quartiere che orbita attorno alla stazione ferroviaria di Rogoredo. Complici alcuni eventi di cronaca e una diffusa percezione di insicurezza che pervade chi approda allo scalo ferroviario, nell’immaginario collettivo oggi Rogoredo rappresenta il peggio che Milano possa offrire. Come già fatto in altre occasioni, anche oggi cercheremo di rompere la cortina di pregiudizio che circonda quest’area della città, raccontandovi realtà e storie che ne disegnano un’immagine diversa.

Da dove partire? Da quelle che sono state le ultime due grandi novità per il quartiere, da sempre a forte vocazione operaia e oggi caratterizzato da una multietnicità diffusa: l’arrivo in forze del colosso media Sky, che proprio alle spalle della stazione ha impiantato il suo quartier generale, dando linfa vitale a una zona periferica senza grandi ambizioni. Ambizioni che invece sono rinate anche grazie all’avveniristico progetto di Santa Giulia, una nuova zona residenziale che ad oggi risulta ancora un po' isolata dal collegamento con il centro cittadino, ma che non può che essere accolta positivamente come il primo mattone di una nuova vita per Rogoredo.


L’altro forte impulso, e non poteva essere diversamente, l’ha dato qualche anno fa la scelta di dare fermata ai treni dell’Alta Velocità anche nella stazione di Rogoredo: ciò non può che aprire prospettive interessanti per l’area, che si candida a diventare un punto strategico per i ricchi pendolari delle grandi distanze.

Per apprezzare una delle più grandi ricchezze artistiche della zona è necessario però uscire di qualche chilometro dalle rotte automobilistiche e ferroviarie: già, perché il più grande tesoro di Rogoredo è ancora immerso nei dolci e selvatici suoni della campagna. Stiamo parlando dell’Abbazia di Chiaravalle, gioiello dei Cistercensi che trova eguali nei dintorni solo nella vicina chiesa di Abbadia Cerreto, nel lodigiano: fondata da San Bernardo di Chiaravalle, questo complesso monastico presenta nella facciata che ci accoglie un misto tra originale e restauro; nel 1926 infatti si procedette a un restauro che andò a togliere gli elementi ristrutturati nel Seicento, anche se alcune parti sono rimaste. All’interno la pianta a croce latina e le tre navate sono la struttura che fa da sfondo a una serie di ricchezze architettoniche senza pari.


Dopo l’avventura in campagna, è il momento di una vera avventura: quella che vi attende al “Parco Avventura Corvetto”, una Tree Experience per grandi e piccini che vi permetterà di vivere emozioni forti in tutta sicurezza attraverso diversi percorsi dedicati, per passare qualche ora di divertimento a contatto con la natura.

Tornando verso il centro vitale del quartiere, è possibile ammirare un’altra chicca sottovalutata, la Chiesa della Sacra Famiglia, per molti versi simile all’Abbazia e degna di una visita almeno esterna.


Indicazione importante: viste le ampie distanze, è consigliabile percorrere l’itinerario suggerito in bicicletta.

Indicazioni per seguire l’itinerario: [clicca qui]





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