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PROSSIMA FERMATA... CADORNA!

Data pubblicazione : 07/12/2017     
Autore : Antonio Sarti


Dopo aver esplorato il centro città e l’Isola, oggi il nostro itinerario vi conduce alla scoperta di una zona sottovalutata di Milano, quella che orbita attorno alla stazione ferroviaria di Piazzale Cadorna, spesso considerata di semplice transito e che invece nasconde chicche interessanti e capolavori noti a tutti.

L’esperienza del visitatore che giunge alla stazione di Milano Cadorna è piuttosto straniante all’inizio: una curiosa statua colorata lo accoglie nella piazza esterna, dandogli il benvenuto in città: quella che può sembrare solo una bizzarra esibizione di arte astratta è invece un’opera d’arte tra le più simboliche di Milano; stiamo parlando di “Ago, filo e nodo”, la celebre installazione permanente che dal 2000 colora una delle arterie più trafficate della città. Sorta in seguito al rifacimento del piazzale sul finire degli anni Novanta, l’opera è stata pensata da Claes Oldenburg e Coosje Van Bruggen che vollero rappresentare un treno mentre imbocca una galleria (e ne esce poco più avanti), come suggeriscono i tre colori che identificano le linee metropolitane, esprimendo ed esaltando la vocazione ferroviaria della zona. Inoltre il rimando all’ago e filo sarebbe un omaggio voluto al mondo della moda che in Milano ha la sua casa italiana.

Lasciatoci alle spalle il monumento, scorriamo a passo lento tra le vetrine di via Carducci in direzione dell’Università Cattolica, zona che mostra tutta la sua piega universitaria nelle numerose attività legate alla ristorazione e alla fotoriproduzione, senza tralasciare un lato modaiolo che ne richiama la prossimità al centro storico. Al crocevia con Corso Magenta, che da un lato conduce verso il Duomo e dall’altro verso Corso Vercelli, possiamo fare una sosta tattica con le prelibatezze del Bar Magenta, luogo che emana profumo di storia fin dall’ingresso: pur essendo oggi soprattutto ritrovo di universitari e lavoratori per una pausa pranzo veloce, i centodieci anni di storia che porta con sé ne fanno un’autentica istituzione cittadina. Panini leggendari e piadine a farcitura sempre abbondante non vi deluderanno e non vi faranno perdere troppo tempo, nonostante l’atmosfera di “caos calmo” che sembra regnare all’interno.

Ristorati e ricaricati, siamo pronti per dirigerci verso l’autentica meraviglia della zona: nonostante sia celebrata e idolatrata da tutto il mondo, fotografata da orde di turisti affascinati, probabilmente molti milanesi non ci hanno mai messo piede. Stiamo parlando di Santa Maria delle Grazie, con la bellissima dependance in cui trova sede l’Ultima Cena dipinta da Leonardo da Vinci. Non fatevi illusioni su quest’ultima, per accedervi è necessario prenotare online, dunque se volete visitarla (e ne vale veramente la pena) giocate d’anticipo e organizzatevi. Per quanto riguarda la chiesa, è patrimonio dell’umanità UNESCO dunque ogni spiegazione è superflua: l’interno è veramente mistico e stupefacente, l’esterno è lì da vedere e lascia senza fiato per le sue forme geometriche così disordinate ma al tempo stesso perfette.

Camminando lungo via Boccaccio si ritorna, attraverso diverse boutique degne di nota, a Piazzale Cadorna, dove ci prepariamo a un dolce arrivederci presso la Pasticceria Villa, una delle eccellenze della zona: se la giornata è fredda e grigia come questi ultimi giorni, allora è d’obbligo una cioccolata calda oppure il loro famoso caffè, magari accompagnato da un delizioso marron glacé. Tra un dolce e l’altro, si è fatto tardi, è ora di riprendere la metro e dirigerci verso una nuova sorprendente tappa del nostro viaggio milanese.

Indicazioni per seguire l’itinerario:  [clicca qui]





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