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R-ESTATE A MILANO: LA PINACOTECA AMBROSIANA

Data pubblicazione : 24/07/2017     
Autore : Alice Civai


"Per un servizio universale”, sono queste le parole che meglio descrivono lo spirito e la missione del fondatore dell’Ambrosiana, il cardinale Federico Borromeo, il quale rese un servizio culturale di fondamentale importanza alla città di Milano, alla nazione e al mondo intero. Vi accompagnamo oggi alla scoperta di una delle tappe fondamentali della storia dei musei di tutto il mondo, di una Milano storica, autentica, avanguardista, sempre attenta allo spirito del suo tempo, di uno dei luoghi assolutamente da visitare se ci si trova in città: la PINACOTECA AMBROSIANA.

L’amore per i libri, la fondamentale importanza di scienza e arte nel processo di una nuova evangelizzazione, da svilupparsi tramite il dialogo e lo studio della cultura moderna, spingono Federico Borromeo alla fondazione e all’apertura, già nel 1609, di una grande biblioteca pubblica nella città di Milano, la Biblioteca Ambrosiana.

Nonostante la sua importanza, la biblioteca da sola non era sufficiente a soddisfare pienamente la visione del cardinale, che con atto notarile il 28 aprile 1618 donò alla Biblioteca Ambrosiana la sua intera collezione, composta da quadri, disegni, stampe e sculture: il nucleo originale della Pinacoteca Ambrosiana. La Galleria non era però stata concepita unicamente come raccolta e mostra di opere d’arte, questa doveva essere, assieme alla Biblioteca, anche uno strumento didattico, ed è per questo che nel 1620 presso l’Ambrosiana venne fondata un’Accademia del Disegno per l’insegnamento della pittura, della scultura e dell’architettura, che rimase attiva fino al XIX secolo.

In una sede stupenda, nell’esatto centro della città di Milano, sorse dunque una grande istituzione che raggruppò in sé studi letterari, scientifici e artistici, totalmente integrati tra loro e rispondenti ad una visione decisamente avanzata, progredita e moderna, ancora percepibile quando si visita il complesso dell’Ambrosiana.
Fra splendide sale e ricchi giardini troviamo innumerevoli capolavori di diversa natura, entrati a far parte della collezione in diversi momenti: dalla collezione archeologica ad una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia, da un mosaico pavimentale del IV secolo al fondo della grafica, che vanta circa quarantamila pezzi tra disegni, incisioni e stampe alcuni ad opera di maestri del calibro di Pisello e Dürer, da manoscritti miniati al “Museo Settala”, una notevole raccolta di pezzi naturalistici e strumenti scientifici creata da Manfredo Settala e donata all’Ambrosiana nel 1751.

La Pinacoteca custodisce inoltre opere incredibili, capolavori di inestimabile valore, rappresentativi della storia della pittura come il Cartone preparatorio della Scuola di Atene autografo di Raffaello Sanzio, il “Ritratto di Musico” di Leonardo da Vinci, il “Ritratto di Dama” acquistato e attribuito dal Cardinale come opera di Leonardo, la “Canestra di frutta” del Caravaggio, diverse opere di Jan Brueghel commissionate all’artista direttamente da Federico Borromeo.

Una menzione particolare va poi al vero tesoro della Biblioteca Ambrosiana: il “Codice Atlantico” di Leonardo da Vinci, donato dal marchese Galeazzo Arconati nel 1637. Il “Codice” comprende 1119 fogli autografi recanti disegni, studi e appunti sulle più svariate discipline, oggi esposti ciclicamente in mostre temporanee trimestrali nella monumentale, sfarzosa e affascinante Sala Federiciana, l’antica sala di lettura della Biblioteca Ambrosiana.

Quella dell’Ambrosiana è la storia incredibile e affascinante del primo museo d’arte al mondo aperto al pubblico, che vi invitiamo a scoprire e approfondire, per conoscere una delle eccellenze storiche italiane e ragionare sull’importanza e il ruolo che la cultura, nella sua accezione più allargata, ha sempre svolto.

Per tutte le informazioni e gli approfondimenti si rimanda al sito www.ambrosiana.eu





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