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Visita al padre al Teatro Studio

Data pubblicazione : 24/01/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Un ragazzo bussa alla porta di una casa sperduta nella campagna tedesca.
Dice di essere il figlio del padrone, maturo intellettuale appassionato di letteratura, che lì vive circondato da sole donne. Nessuno, neppure il padre stesso, sapeva dell’esistenza di questo giovane, improvvisamente entrato nella vita e nelle dinamiche affettive domestiche.
Così Roland Schimmelpfenning racconta l’identità negata delle nuove generazioni.
Padri incastrati in un passato  socialmente rimosso, senza eredità storica da trasmettere.
E figli privati di una storia, incapaci di costruirsi un’identità proprio perché senza passato.
Figli che faticano a trovare una loro collocazione nel mondo, in quanto mancanti di un’educazione profonda affettiva.
E nel mezzo un gran vuoto.
Vuoto che si fa splendida drammaturgia carica di interrogativi e quasi priva di risposte.
Una grandiosa regia che riesce a regalare compattezza narrativa ad un testo profondo e stimolante,di forte  coesione  fisica,  ma sospeso, carico di vuoti, senza una struttura logica articolata.
Dal famoso drammaturgo tedesco, penna tra le più interessanti  della letteratura teatrale contemporanea,un’ indagine sulle radici della crisi d’ identità che l’occidente sta attraversando.
Visita al padre, per la regia di Carmelo Rifici, al Piccolo Teatro Studio, fino al 16 febbraio.





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