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Vassily Kandinsky

Data pubblicazione : 14/02/2014     
Autore : Bruna Meloni



Genio dell’astrattismo e talento senza confini, Vassily Kandinsky e’ in maniera indiscussa uno dei piu’ geniali e raffinati pensatori della modernita’.Milano, a Palazzo Reale, dedica al grande maestro russo una retrospettiva monografica ad ampio raggio che, in quattro sezioni per otto sale, distribuisce le sue opere dai paesaggi di inizio secolo nei quali dominano luci e colori di forteintensita’ sentimentale

alle ultime opere degli anni “40 quando il suo astrattismo geometrico viene a contatto con le figure biomorfe di Miroʼ

fino ai drammatici della guerra in cui cerca nuove forme di evasione dallʼorrore di un conflitto di cui non vedraʼ la fine.






La mostra ci accoglie con un “rito iniziatico”. Ci si trova subito immersi in un ambiente che ha “il potere di trasformare il visitatore fuori dallo spazio e dal tempo. La sala con le pareti completamente decorate sulla base di alcune grandi tavole che Kandinsky aveva realizzato per un salone in Germania eʼ stata allestita per la prima volta in Italia.
145 metri quadri di superfici dipinte che rapiscono lo sguardo e danno le vertigini.

La visita conduce poi il visitatore in una sinfonia di punti, linee, superfici e colori, in cui ogni elemento ha, secondo Kandinsky, una precisa funzione comunicativa e simbolico-musicale, tanto che molte delle sue realizzazioni prendono nomi da espressioni musicali: le Impressioni, dove resta unʼidea del mondo esteriore, le Improvvisazioni, che sono le opere che nascono spontaneamente e inconsciamente dallʼintimo dellʼartista e le Composizioni, costruzioni coscienti ed analitiche dello studio artistico.
Il percorso ci accompagna nel cammino che porta Kandinsky a passare da una pittura di figura a quelle elaborazioni geometriche - lʼastrattismo - in cui gli elementi e il colore si fondono dando vita, piuʼ che per quel che mostrano tangibilmente, a emozioni che ci consentono di penetrare in profonditaʼ il suo universo immaginifico. Annotava lo stesso Kandinsky:

“Non vorrei passare per un simbolista, per un romantico, per un costruttivista. Mi accontenterei che lo spettatore [...] passando da un quadro allʼaltro scoprisse ogni volta un contenuto pittorico diverso.”







































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