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WIKIPIERA AL PARENTI

Data pubblicazione : 29/11/2016     
Autore : Diletta Pieraccini



Preferisco essere raccontata in vita che da morta. Lo spettacolo è il dietro le quinte di un’attrice, la formazione, le bocciature iniziali e poi i consensi. Penso che ai giovani possa servire vedere che si può costruire un cammino andando controcorrente. (Piera Degli Esposti)

Un tavolo, due sedie, una brocca d’acqua e due persone che conversano amichevolmente tra loro.
Inizia così lo spettacolo “Wikipiera”, in scena al Teatro Franco Parenti da giovedì 1 dicembre a domenica 11 dicembre, uno show improntato sul duplice paradigma dello spettacolo-intervista, condotto da Pino Strabioli con l’eclettica Piera degli Esposti.
Etimologicamente, Wikipedia, celebre enciclopedia online, significa “cultura veloce”, dal termine hawaiano wiki (veloce) e il suffisso -pedia, dal greco antico (paideia, formazione), qui invece assisteremo ad una Wiki-Piera, ovvero ad una sorta di intervista enciclopedica sulla vita privata e sulla brillante e fortunata carriera di Piera degli Esposti.
Il tutto nasce dall’interesse che il pubblico ha da sempre dimostrato nei confronti della vita dell’attrice e che in particolar modo, Strabioli ha avuto modo di constatare in due specifiche occasioni: durante una puntata dedicata a Piera degli Esposti all’interno del programma Colpo di Fulmine, da lui condotto, e in una serata de I Solisti del teatro in cui Piera era ospite.
Attraverso questa intervista dal vivo, veniamo guidati in un viaggio alla scoperta della vita artistica e personale di una delle più grandi attrici italiane, da sempre coerente nel suo essere anticonformista e controcorrente. Piera, come poche altre assieme a lei, ha saputo lasciare tracce indelebili di originalità nella stagione culturale di riferimento, scardinando le convenzioni teatrali e attraversando le avanguardie in tutti i modi possibili.
Dopo quasi dieci anni di assenza dalle scene, si racconta al pubblico ripercorrendo più di 50 anni di carriera: dall’incontro con il regista Marco Ferreri, a quello con Lucio Dalla e De Chirico, fino a quello fondamentale con la scrittrice Dacia Maraini.
Il percorso artistico si intreccia con quello personale degli amori impossibili e di quelli possibili, del rapporto centrale e difficile con la madre, per poi riagganciarsi ad altre tappe del suo percorso artistico, come la memorabile interpretazione di Molly cara di Joyce, per cui Eduardo De Filippo la definì “o vierbo nuovo” o il monologo di Beckett con cui si conclude lo spettacolo, in cui Piera lasciandosi cullare da un dondolo, ci fa capire, quanto il suo mondo, le sue passioni, le sue felicità, siano racchiuse tutte lì, in quello spicchio di palcoscenico.





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