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STASERA VADO... A TEATRO!

Data pubblicazione : 24/04/2017     
Autore : Antonio Sarti


STASERA VADO A TEATRO! IL MEGLIO DELLA PROGRAMMAZIONE DEI TEATRI MILANESI DAL 24 AL 30 APRILE
 
 
Louise e Renée – Piccolo Teatro Grassi (dal 21 Marzo al 30 Aprile)

Un Balzac tutto al femminile. Sonia Bergamasco per la regia, Federica Fracassi e Isabella Ragonese protagoniste, danno vita a un testo drammaturgico che Stefano Massini ha liberamente tratto da Memorie di due giovani spose di Balzac. Louise e Renée sono legate da un’amicizia che risale all’infanzia in convento. Il loro affacciarsi alla vita ‘fuori’ dà inizio a un lungo dialogo epistolare.
Il loro affacciarsi alla vita “fuori”, il ritorno “a casa”, corrisponde all’inizio di un dialogo epistolare che prolungherà negli anni la reciproca ricerca di un alfabeto comune dell’amore. Avvicinate e isolate nella voce ardente di un presente del cuore, le due figure di donna immaginate da Balzac raccontano anche oggi la spinta inarrestabile del desiderio e il senso di perdita che l’avventura del quotidiano inevitabilmente restituisce a ogni essere umano.


Lear – Teatro Elfo Puccini (dal 19 Aprile al 7 Maggio)

Da Shakespeare fino a Kurosawa e allo stesso Bond, tutti i Lear, vecchi stregati da una hybris insensata, compiono il doloroso viaggio dalla cecità dell'anima indotta dal potere, fino a giungere a una certa misura di umanità che fa scoprire loro di essere un corpo nudo esposto alle tempeste della natura e della vita.
Ma nel suo Lear Bond analizza la violenza del potere autocratico di Lear - e la sua cecità, che potrà cessare solo quando le sue stesse figlie gli faranno cavare gli occhi - come frutto di un desiderio di protezione autarchica, di difesa del regno dall'assalto esterno attraverso la costruzione di un gigantesco muro che tenga fuori tutti i nemici visti come barbari.


Bull – Teatro Franco Parenti (dal 19 Aprile al 7 Maggio)

Commedia spietata e politicamente scorretta quella di Mike Bartlett, giovane scrittore – esperto in gabbie mentali – tra i più interessanti e lucidi del Regno Unito.
Bull delinea con angosciante lucidità le derive di un mondo lavorativo sempre più selettivo. A farne le spese sono i più deboli: non necessariamente i meno competenti, spesso i più umani, non abbastanza vaccinati contro la cattiveria e l’imperante cinismo.


SudOrazione – Teatro Libero (dal 18 al 30 Aprile)

“Sud-Orazione” è una favola tragica e all'incontrario. Racconta di un intellettuale meridionale costretto a tornare alla sua Terra, dopo aver cercato, per anni, di sublimare, attraverso il teatro, quella che riteneva essere la grettezza della propria appartenenza “etnica”. Come da copione delle migliori commedie, un imprevisto lo costringe a ritrasferirsi in Puglia e il Sud finisce col “riprenderselo”.
“Sud-Orazione” è, quindi, anche un trattato antropologico e un testo comico. Racconta del Meridione come luogo dell’eclissi della coscienza e del tempo circolare, adottando tutti gli strumenti e i cliché dello spettacolo di satira e varietà per mettere meglio in luce i nodi oscuri di una parabola artistica, politica e civile.


Medea su Viale Zara – Teatro Libero (dal 18 al 30 Aprile)

Medea su Viale Zara è la storia di una donna, una di quelle che spesso incontriamo per caso: una giovane migrante, scappata dal proprio Paese e arrivata in Italia con la speranza di un futuro migliore. Alle spalle chissà quanti sogni e, spesso, l'amore di un uomo, che, invece di proteggerla e ricambiarla, l'ha buttata in strada a prostituirsi. L’ambientazione è una delle vie della prostituzione: ogni città ne ha una.
Spesso ci sono roulotte, ombrelloni, furgoni, fuochi, luoghi di avvicinamento, di contrattazione e infine di sfruttamento. Lo spettacolo/racconto si svolge su un furgone, che qui a Milano parte dal teatro.
Il pubblico a bordo, di fianco alla nostra Medea percorrerà le strade della città, popolate di altre Medee come lei: donne di varie età e nazionalità, con alle spalle analoghe storie, iniziate chissà dove.


Ifigenia, liberata – Piccolo Teatro Strehler (dal 27 Aprile al 7 Maggio)

Dove nasce la violenza? Come si ferma la violenza? Il mondo cesserà mai di essere violento? Che cos’è la violenza? Un fardello non solo per Ifigenia e gli Atridi. Ancora oggi gli uomini non trovano altro modo per combattere la violenza se non usandola a loro volta, sempre in nome di un padre da vendicare. 
Ifigenia è solo l’inizio dell’indagine che Rifici propone allo spettatore, chiamando Eraclito, Omero, Eschilo, Sofocle, Euripide, René Girard, Antico e Nuovo Testamento a fornire storie e riflessioni sulla vera protagonista del lavoro: la violenza dell’uomo come realtà inestirpabile e mistero senza fine. Con questo lavoro, prosegue la fertile e felice collaborazione tra Rifici e Angela Demattè, drammaturga di grande profondità, con la quale il regista ha realizzato gli spettacoli Avevo un bel pallone rosso, indagine sulla figura di Margherita Cagol, fondatrice delle Brigate Rosse, Officina e Chi resta, sull'elaborazione del lutto per i parenti di vittime di mafia e stragi.


La bottega del caffè – Teatro Leonardo (dal 26 Aprile al 7 Maggio)

Scritta nel 1750, La bottega del caffè tratta un tema di grandissima attualità: la passione per il gioco d’azzardo, passione che spesso porta alla rovina. E il gioco d’azzardo è una febbre che divora, lascia poco spazio alla vita vera e ai rapporti interpersonali che si sporcano di menzogne e di condotte disoneste. L’azione, che nella commedia originale si svolge in un campiello veneziano, è trasportata in una specie di Las Vegas decadente in cui si respira un’aria di degrado, un luogo in cui si muove con disinvoltura il pettegolo Don Marzio che si insinua nelle vite degli altri creando scompiglio.


Kafe Berlin – Teatro Elfo Puccini (dal 18 Aprile al 7 Maggio)

Siamo a Berlino, nel periodo a cavallo tra la Repubblica di Weimar e l'avvento del nazismo. Siamo in quei kaffè dove la decadenza si aggrappa alle pareti – spiega il regista Marco Maria Linzi - dove la musica zoppica a ritmo del disagio che si mastica e della diversità che si beve. O forse non siamo né a Berlino né a Milano, né nei primi del Novecento né nei primi del Duemila. Non ci siamo e basta, sospesi, sbattuti, gravitanti in uno spazio che diventa un gioco di specchi.
Café Berlin è abitato da personaggi che oscillano tra essere qui ed essere altrove, tra essere nella propria Prigione/Rifugio e nel Bordello/Desiderio. Tra balli, canti, reggicalze e vestitini succinti. Tra sprofondamenti e lingue che inumidiscono labbra protratte verso il peggior offerente.


Misura per misura – Teatro Carcano (dal 26 Aprile al 7 Maggio)

In occasione dei quattrocento anni dalla morte di William Shakespeare, Jurij Ferrini e la sua Compagnia affrontano Misura per misura. Scritta nel 1603, è una commedia nera, una sorta di poetico ed affascinante “thriller ante-litteram”, misterioso, cinico, amaro.
Il Duca di Vienna si allontana dal potere in cerca di una verità che gli permetta di comprendere l’origine del peccato nella natura umana; si traveste da frate e sotto falso nome si nasconde nei bassifondi, lasciando al suo vicario, il severo Angelo, il compito di ripulire la città dalla corruzione e dal vizio. Egli esegue: il giovane Claudio, colpevole d’aver messo incinta la sua futura sposa prima del matrimonio, viene condannato a morte per fornicazione. La sorella di Claudio, Isabella, una novizia che sta per prendere i voti, si reca da Angelo per implorare la grazia.


De rerum natura – Teatro Litta, Sala Cavallerizza (dal 27 al 30 Aprile)

“Ventri sterili, menti aride, mostri a tre teste. A pranzo solo muffa, pane, piume e petrolio. Vacanze caldissime in un mare di titanio, cadaveri e stelle marine a sei punte. Passeggiate in mezzo ai campi, l’odore di banconote e di rifiuti, visite guidate tra scheletri di fabbriche velenose e dolenti. In commercio, solo spighe mai nate; sui banchi, solo frutti lucidi e senza semi; in vetrina, solo ovuli e spermatozoi. Odore di sangue e di plastica bruciata. Razzia di cicli e profumi deliziosi. Negli occhi un dolore acuto, simile al lento sfregamento di un coccio appuntito sulla cornea. Alla bocca dello stomaco un singulto, un respiro spezzato, un affanno senza fine.”



































































MISURA PER MISURA AL TEATRO CARCANOIFIGENIA, LIBERATA