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PROVA DI RAMBERT AL TEATRO STUDIO

Data pubblicazione : 31/03/2016     
Autore : Silvia De Bernardi



Sul palco il Teatro nel Teatro, espediente non certo nuovo, ma fatto qui rivivere con una forza ed una struttura drammaturgica sicuramente innovative. Durante le prove di uno spettacolo, tra i quattro personaggi protagonisti, accade qualcosa che darà l’avvio al collasso della loro unione artistica: Anna (attrice), coglie nello sguardo di Luca (scrittore del quale è innamorata) verso Laura (attrice), la prova di un sentimento nascosto che c’è tra loro, presente anche Gianni (regista).
Da qui una serie di reazioni emotive incontrollate, la dimostrazione che ogni realtà viene osservata da piani diversi, vissuta attraverso percezioni differenti, con sensibilità non sempre gestibili, con connotazioni umane capaci di impregnare di sé ogni gesto osservato, ogni parola ascoltata, ogni sguardo rubato, mutandone irrimediabilmente il significato d’origine.

A volte insomma pare più facile mettere la verità nella materia immaginaria elaborata dall’artista, che non trovarla nella realtà.  Un gioco di vita, spesso usato nei laboratori teatrali per principianti, ben aiuta ad intendere quanto la realtà, in fondo sia tale solo per chi la vive: ascoltare il litigio tra due persone e poi sentirlo raccontare separatamente da ognuna di loro.  Esprimeranno la loro verità, saranno due versioni senza nulla di falso, ma entrambe equamente distanti dalla realtà, entrambe filtrate attraverso il proprio mondo emotivo. L’intreccio delle relazioni umane e delle affettività percepite, crea insomma una trama fitta ed intricata, in cui è facile perdere l’orientamento.

Personalmente ho sempre amato gli spettacoli portati in scena dall’autore stesso, nessuno spazio vuoto tra testo e regia, nessuna forzatura, nessuna perplessità nel procedere, nessuna divagazione tra concepimento e parto. PROVA si presenta come una macchina drammaturgica coraggiosa: palco quasi vuoto, nessun fondale, niente quinte, pochissima l’azione in scena, il gesto più fisico che si vede è l’accasciarsi in scena di ogni personaggio alla fine del proprio monologo. La parola non è solo protagonista, la parola qui si fa atto, diventa materia in grado di occupare uno spazio. La parola è fatica, in quanto ricerca spasmodica di verità, da qui il ritmo concitato, frenetico e senza pause dei monologhi.

Uno spettacolo che consiglio ad un pubblico attento, che abbia voglia di concentrazione ed impegno, perché in fondo è come se nulla sul palco potesse accadere senza lo sforzo elaborativo di chi osserva. Una scena senza scena, un palco senza movimento, che si affida unicamente alla parola, necessita di una platea che sappia assorbire, elaborare, restituire.

Al  Piccolo Teatro Studio Melato, dall’1 al 10 aprile, “PROVA”, di PASCAL RAMBERT, con Anna Della Rosa, Laura Marinoni, Luca Lazzareschi e Giovanni Franzoni.





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