• MW SUGGESTIONS •

Miller sorprendente e intrigante al piccolo teatro.

Data pubblicazione : 27/01/2016     
Autore : Antonio Sarti


Al Piccolo Teatro arriva Arthur Miller, e promette di emozionare gli spettatori come succede puntualmente quando le opere del drammaturgo statunitense calcano le scene dei teatri di tutto il mondo. 


Un’opportunità da non perdere per assistere a un’opera non tra le più famose di Miller, come possono essere considerate “Morte di un commesso viaggiatore” e “Erano tutti miei figli”, ma sicuramente altrettanto efficace in termini di presa sul pubblico e narrazione di temi consolidati ma eternamente attuali. 

“Il Prezzo” racconta infatti il difficile confronto tra due fratelli che si trovano a dover fare fronte alla scomoda eredità del padre scomparso anni prima: un appartamento ormai in rovina situato in un palazzo che sta per essere demolito. 
Viene dunque chiamato un broker (Solomon, Umberto Orsini) per vendere al prezzo migliore i mobili rimasti. I contrasti tra i due fratelli emergono forti sin dall’inizio, ma sullo sfondo si staglia tragico e carico di drammaticità l’evento scatenante che molti anni prima causò l’inizio dei dissidi familiari.


La crisi economica del 1929, che colpì forte negli Stati Uniti, scuote le fondamenta della vita di Victor e Walter, costretti a cambiare radicalmente le rispettive prospettive di vita: Victor, studente dal radioso avvenire, dopo che le difficoltà economiche mandano in crisi il padre, prende una decisione coraggiosa lasciando la scuola e arruolandosi nell’esercito per garantire la sopravvivenza della famiglia. Walter (Elia Schilton) invece, come farà in tutta la sua vita, mette al primo posto il suo tornaconto personale e non prende nemmeno in considerazione l’idea di abbandonare gli studi: diventerà un chirurgo rispettabile, ma in realtà portandosi dietro la sua eredità personale, che lo porta a pensare prima ai suoi guadagni piuttosto che al reale benessere dei pazienti che cura. 


Il confronto-scontro tra le due opposte posizioni e su come i due protagonisti le hanno portate avanti nel corso della loro vita sarà solo uno dei livelli su cui si sviluppa l’opera, che affronta in realtà temi altrettanto profondi come le insicurezze e le paure causate dal un periodo di crisi economica, una situazione oggi più attuale che mai e che si scaglia sullo spettatore con efficacia e immediatezza, a dimostrazione di come la storia si ripeta con ciclica costanza.
Chi potrebbe dire con certezza, traslato quel palco nella realtà di ogni giorno, di volersi comportare come Victor o come Walter? Schierarsi per uno o per l’altro non sarà così facile come si potrebbe pensare, e la figura del broker Salomon, apparentemente di contorno, emergerà gradualmente sino a diventare elemento fondamentale del dramma: non è un caso che Salomon sia probabilmente la figura che meglio interpreta l’animo di Arthur Miller. 

Se tutto ciò ancora non vi bastasse, un cast di altissimo livello completa nella maniera migliore lo spettacolo: la regia è affidata a Massimo Popolizio, la direzione è di Umberto Orsini, entrambi interpreti di due personaggi-chiave. 
In scena al Piccolo Teatro Strehler dal 2 al 14 Febbraio.

www.piccoloteatro.org





IL RILANCIO DEL MITO DI BRERAPICCOLO TEATRO 1 - INTER E MILAN 0