• MW SUGGESTIONS •

MA: IL VOLTO INEDITO DI PASOLINI AL PICCOLO

Data pubblicazione : 31/10/2016     
Autore : Diletta Pieraccini


SUPPLICA A MIA MADRE
“È difficile dire con parole di figlio ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere: è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame 
d’ amore, dell’amore di corpi senza anima.
Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
 sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l’infanzia schiavo di questo senso 
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l’unico modo per sentire la vita,
l’unica tinta, l’unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione 
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…”
Pier Paolo Pasolini, Poesia in forma di rosa, Garzanti, Milano 1964
 
Per la prima volta a Milano, dal 2 al 10 novembre, al Piccolo Teatro Studio, va in scena MA, un viaggio in cui attraverso l’opera di Pasolini, Antonio Latella, regista di fama internazionale, racconta la figura della madre, procreatrice di uomini e poesia.
Pier Paolo Pasolini, poeta, regista, autore teatrale, è stato senza dubbio l’intellettuale più scomodo, brillante e controcorrente del 900. Egli ha saputo raccontare con lucida spietatezza, le contraddizioni e le trasformazioni sociali avvenute nel periodo del secondo dopoguerra in un Italia livida e fragile da ricostruire.
A più di 40 anni dalla sua scomparsa, persistono ancora nella memoria collettiva il suo volto, le sue ambiguità, il suo impegno a favore del proletariato, la sua eredità di intellettuale libero e poderoso senza filtri e compromessi.
È difficile però, pensando alla figura di Pasolini, ricordarlo al di là della dialettica proletariato-borghesia. Eppure, Antonio Latella ha deciso di raccontarlo attraverso un sentimento inedito, forse l’essenza più vera del controverso intellettuale: l’amore totale e totalizzante per Susanna Colussi, sua madre.
Un amore ingombrante, ossessivo, di cui lascia traccia in ogni sua opera, così forte da andare al di là di un intenso amore filiale, così profondo da essere al contempo lacerazione e schiavitù. In tutta la vita di Pasolini, nel suo cinema, nelle sue vittorie e nelle sue sconfitte, c’è sempre la madre. In un carteggio trovato postumo fra le sue carte scrisse “..Questo odore della povera pelliccia di mia madre, è l’odore della mia vita”. In Pasolini, tutto è Madre e si fa Madre, la figura materna è un perno attorno al quale tutto ruota.
Latella è partito proprio da qui, dalla prima sillaba della parola Mamma, forza generatrice, procreatrice non solo di uomini, ma anche di poesia.
“Ma”, suono che ripetuto diventa supplica e melodia, oppure “ma” particella disgiuntiva, che è sempre legame tra due frasi. “Ma” di madre, suono primordiale e quindi origine della parola, unica arma nella battaglia della vita. La Madre diventa anche Madre-Scrittura. Parole, immagini, pensieri, per arrivare a tracciare una possibile unica Madre, con quel “ma” necessario anche a mettere in dubbio, a non fermarsi di fronte alla complessità del reale.
Attraverso questo filo conduttore, Antonio Latella, autore peraltro negli ultimi anni delle più interessanti trascrizioni della drammaturgia pasoliniana, ci guida in un travolgente viaggio dell’anima assieme a Candida Nieri, recentemente vincitrice del prestigioso Premio Duse Social 2015 e del premio Adelaide Ristori 2016, la quale su un palco totalmente spoglio e austero, immobilizzata da enormi scarpe maschili, ci accompagna con il suo intensissimo e crudo monologo in questo percorso tra il dolore e la forza della creazione artistica e di quella materna.

Al Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dal 2 al 10 novembre 2016
MA
 
drammaturgia Linda Dalisi

regia Antonio Latella

con Candida Nieri

scene Giuseppe Stellato

produzione stabile mole compagnia Antonio Latella

coproduzione Festival delle Colline Torinesi in collaborazione con Centrale Fies, NEST
Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.
Lunedì riposo.
Durata: 70 minuti senza intervallo
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 - www.piccoloteatro.org
News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv




Venezia: Palazzo Grassi e Punta della Dogana come non li avete mai vistiL´IRONIA SFERZANTE DI WILLIAM COPLEY E GLI ALLESTIMENTI DI TOBIAS PUTRIH