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LUCA ZINGARETTI PORTA “THE PRIDE” AL TEATRO STREHLER

Data pubblicazione : 14/11/2016     
Autore : Antonio Sarti


Destino, amore, fedeltà e perdono: gli ingredienti di The Pride sono questi e preannunciano un dramma degno della bravura di Luca Zingaretti, nome di richiamo per l’opera in scena dal 14 Novembre al Piccolo Teatro Strehler.
Protagonisti della storia sono il 1958 e il 2015: due anni così lontani tra loro eppure resi così vicini dall’amore e dalle vicende umane di un trio di personaggi che si confronta con due opposti modelli di società. C’è la visione repressiva delle pulsioni degli individui tipica degli anni cinquanta da una parte, la moderna libertà degli orientamenti sessuali di ogni persona dall’altra: eppure l’obiettivo di fondo di questo testo assai interessante di Alexi K. Campbell, portato sul palcoscenico dall’innato talento di Zingaretti, è proprio di mostrare il denominatore comune dell’amore, della felicità, ma anche dei dissidi e delle delusioni sentimentali in entrambe le storie, che giungono così ad avere molte più cose in comune di quanto non sembri all’inizio.
Ad accomunare entrambi i racconti è anche la scelta autoriale di utilizzare i medesimi attori con i rispettivi nomi, quasi a voler simboleggiare uno scorrere del tempo che in realtà sembra non voler scorrere mai.
Nel 2015 troviamo Oliver e Philip al centro della scena: un giornalista omosessuale e il suo partner, un fotografo professionista, decidono di troncare la loro relazione senza una apparentemente valida giustificazione: toccherà a Sylvia, amica comune, incollare i cocci della storia tra i due e provare a riportare le cose allo stato precedente.
Stessi nomi ma diversa sceneggiatura per la seconda avventura, ambientata oltre cinquant’anni prima, nel 1958: questa volta al centro degli accadimenti troviamo Sylvia, una consumata attrice che declina verso il tramonto professionale disegnando illustrazioni per un libro per ragazzi, scritto dalla incantevole penna dell’amico Oliver. Il pretesto per incontrare Philip, il marito della donna, è una cena a cui ella desidera far incontrare reciprocamente due persone importanti della propria vita: l’attrazione tra i due sarà evidente fin da subito, ma gli esiti saranno molto diversi da quelli della prima storia. Le differenze nell’accettazione e nella repressione dell’omosessualità in due epoche così diverse e logicamente così lontane sono uno dei temi caldi dell’opera, che arriva in un momento storico in cui anche l’Italia inizia ad aprirsi (legislativamente e non solo) a tendenze sessuali diverse da quelle a cui siamo abituati; ne consegue che The Pride porta con sé un grande carico di emotività e sentimento, portando lo spettatore verso una profonda riflessione sull’intimità dell’essere umano. Capire chi siamo veramente, una domanda che chiunque in un qualche momento della propria esistenza si è posto, questo è forse il vero succo del prelibato frutto che potrete gustare allo Strehler fino al 4 Dicembre.

The Pride, di Alexi Kaye Campbell, per la regia di Luca Zingaretti. 
Traduzione Monica Capuani. Con Luca Zingaretti.
Al Piccolo Teatro Strehler dal 14 Novembre al 4 Dicembre
Per informazioni www.piccoloteatro.org





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