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LEONARDO MANERA: IL LATO COMICO DELL'ATTUALITA'

Data pubblicazione : 03/02/2017     
Autore : Diletta Pieraccini



L’attualità non è mai stata così divertente. Leonardo Manera, volto noto di Zelig e del cabaret milanese, e Alessandro Milan, giornalista di Radio 24, con la partecipazione straordinaria di noti opinionisti del panorama nazionale, conducono uno spettacolo che, partendo dal notiziario quotidiano, sviluppa il lato comico dell’informazione. Questa, troppo spesso parziale e soggetta alla tara dell’approssimazione, porta frequentemente a riconoscere notizie false più vere del vero, come accade per le ombre del mito platonico della caverna.
 
Abbiamo intervistato per voi Leonardo Manera che ci ha svelato, in esclusiva, alcuni retroscena del suo spettacolo “Platone-La Caverna dell’informazione”, di scena al Teatro Manzoni di Milano domenica 5 febbraio.

Dal teatro al teatro via radio, qual è l’habitat naturale di questo spettacolo?
Abbiamo iniziato “Platone-La caverna dell’informazione” nel 2014 a Zelig, nel locale di Viale Monza, come forma di laboratorio, quindi di spettacolo live. Poi la responsabile programmi di Radio 24 ci ha proposto di farne un adattamento radiofonico, una bella esperienza, ma l’anno scorso abbiamo deciso di riportarlo in teatro. Essendo uno spettacolo comico infatti, sono indispensabili la presenza, la risposta e i ritmi del pubblico. Un comico statunitense, Andy Kaufman, diceva che “Il segreto della comicità è il silenzio” ed è vero! Solamente con gli anni e facendo serate live a stretto contatto con il pubblico, si imparano i ritmi della comicità.

Oggi la satira si trova ovunque: radio, tv, riviste, ma quali sono le peculiarità della satira teatrale? C’è un segreto per renderla più coinvolgente?
La cosa bella del teatro è che è sempre in corso d’opera, lo spettacolo è un work in progress continuo. Non esiste una performance che sia uguale dalla prima rappresentazione all’ultima, ogni sera vedi ciò che funziona o no, e ciò le regala un tocco diverso, unico. La creazione artistica avviene di fronte agli occhi dello spettatore e con lo spettatore, il quale crea uno scambio di emozioni con l’attore sempre intenso e diretto. Il segreto per renderla coinvolgente è saper cogliere dei temi che abbiano una comicità universale nel tempo, come il rapporto uomo-donna, che non passa mai di moda. Per la satira d’attualità però è diverso, dopo una settimana è già scaduta, per cui è necessario informarsi costantemente e porsi sempre con occhio critico.

L’informazione è al centro del palco, quindi il riferimento all’antichità è duplice: da una parte, il mito platonico, dall’altra, il recupero della dimensione tipicamente greca del teatro come strumento utile per comprendere al meglio la realtà che ci circonda..
Satura Lanx! La comicità nasce per quello, per esorcizzare i problemi della vita, anche quelli più seri, offrendo però una chiave di lettura sempre diversa. Ricerco costantemente il pensiero laterale, un’ottica insolita per parlare di attualità.

Qual è, quindi, la missione sociale di questo spettacolo?
Nello spettacolo, come nella realtà, la linea tra verità e menzogna è molto sottile. Le notizie che apprendiamo sono quelle che ci riportano i mass media e ciò che noi riconosciamo come realtà è soltanto una rappresentazione di questa. Noi lavoriamo sulla base concettuale tra vero/falso, su una realtà che va oltre le apparenze, in questo senso, il nostro è uno spettacolo socialmente utile, lo spettatore viene spronato ad interrogarsi costantemente. Ad esempio, di recente abbiamo inserito uno storico d’arte “vero”, ma il pubblico, i primi trenta secondi, è spaesato, non capisce mai se sia un comico o meno.

Quanto è importante l’opinione della gente comune per costruire occasioni di dibattito da sceverare poi nel corso dello spettacolo?
Lo spettacolo è fatto di rassegna stampa, ospiti e video. Quest’ultimo presuppone il contatto umano. Ogni volta spieghiamo un quadro di arte moderna e prima di andare in scena, vado personalmente a fare delle interviste in Corso Buenos Aires, interrogo i passanti sulla loro interpretazione di alcune opere e il risultato è esilarante!

È in progetto portare il format in tv?
Sicuramente! Noi lo avevamo pensato come formula televisiva, anche perché manca in Italia un talk show così. I più sono con molti politici e un comico, qui invece abbiamo tanti comici e un solo giornalista. Per non parlare degli ospiti, che sono sempre molto diversi tra loro. Abbiamo avuto Oscar Giannino, domenica ci sarà la “zanzara” Giuseppe Cruciani, che ancora non sappiamo dove andrà a pungere e infine ospiteremo Andrea Scanzi. È sempre molto curioso vedere come si muovono, noi non concordiamo niente prima, nasce tutto sull’istante e si crea sempre una sintonia speciale, una bella atmosfera.

Immagina per un attimo il tuo personaggio, Peter il bresciano, cittadino americano: avrebbe votato per Trump?
Peter era attaccato alla sua terra, alle sue tradizioni ma non era razzista, piuttosto era ingenuo. Probabilmente avrebbe votato Trump per il solo motivo che ha una bellissima moglie, dato che lui era ininterrottamente alla ricerca di una fidanzata che non trovava mai.


Ringraziamo Leonardo Manera e il Teatro Manzoni di Milano per averci concesso l'intervista, e invitiamo tutti i nostri lettori ad assistere allo spettacolo. Due ore di allegria attraverso una visione dell'attualita' davvero insolita e divertente!





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