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CANTO DI NATALE AL TEATRO LIBERO

Data pubblicazione : 02/12/2016     
Autore : Silvia De Bernardi


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Il Teatro Libero diventa luogo perfetto per immergersi nell´atmosfera natalizia, con "CANTO DI NATALE", da Charles Dickens, di Fabrizio Martorelli, un lavoro teatrale capace di portare l´attenzione sul momento di riflessione intimistico che il Natale può diventare, facendosi occasione per dare il via ad una rinascita interiore che riscopra l´empatia quale chiave di una vita serena.
Un viaggio all´interno di se stessi per avere la forza, una volta raggiunta la meta, di urlare ad ogni essere umano di non affogare nei propri errori, perché è possibile cambiare, è possibile invertire il corso della propria esistenza.
Ed è questo che il personaggio di Scrooge fa arrivando sul palco del Teatro Libero, carico di vitalità e di modernità, e portando con sé una capacità di introspezione psicologica che si sostituisce all´originario alone favolistico in cui la tradizionale versione di Dickens si era mossa.

Una prova d´attore notevole quella di Fabrizio Martorelli, che sviluppa questo lavoro interamente attraverso monologhi, sempre in equilibrio tra illusione e realtà, con personaggi che si materializzano sulla scena, in contesti che paiono incredibilmente realistici per la chiarezza contenutistica, ma estremamente velati e vaghi quanto a collocazione e contorni. È infatti in sogno che Scrooge incontra i tre spettri, quello dei Natali passati, quello del Natale presente e quello dei Natali futuri.
La redenzione di Scrooge arriverà dal coraggio di osservare se stesso, il proprio passato e i propri errori; si nutrirà del pentimento per le scelte sbagliate, per l´aridità dimostrata verso gli altri, per l´egoismo imperante e senza scrupoli di tutta una vita.

Un solo attore ad interpretare tutti i personaggi, con l´ausilio di marionette a dimostrare la capacità del teatro di far convivere sul palco realtà e finzione.
La scena si svolge in una soffitta, metafora della memoria, in cui giacciono pile di oggetti volutamente avvolti nell´oblio di una polvere stagnante.
Il linguaggio non verbale di questa scenografia, essenziale, ma energico e graffiante, aggiunge forza a dei monologhi squisitamente artistici e capaci di arrivare fino in fondo al cuore del pubblico.
L´Opera di Charles Dickens era già nata con fini di moralizzazione, ed è nel tempo sempre stata ritenuta poi, uno dei più commoventi racconti sul Natale.

La versione di Martorelli si adatta perfettamente ai giorni nostri ed al bisogno di intimizzazione che l´Uomo moderno tende ad avere, con monologhi profondi e metafore sceniche ci mostra infatti come, in una società bombardata da immagini, da beni materiali e dal bisogno di apparire, la riscoperta della parte più profonda di noi stessi, possa essere l´unica ancora di salvezza.
Quando l´happy hours si sostituisce alla cena, quando i colleghi prendono il posto degli amici e gli emoticon quello delle parole, riscoprire gli altri e i loro bisogni più autentici, può salvarci dall´agghiacciante solitudine.

Non perdiamo quindi questa occasione di profonda ed originale riflessione, solo dal 5 AL 12 DICEMBRE, "CANTO DI NATALE", AL TEATRO LIBERO, di e con FABRIZIO MARTORELLI, regia di ANTONIO MINGARELLI.





CROCEVIA (cinco esquinas)LA FINESTRA SUL CORTILE DELLA GAM