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BARBARA DE ROSSI È MEDEA AL TEATRO S. BABILA

Data pubblicazione : 22/04/2016     
Autore : Silvia De Bernardi


Una delle figure femminili più forti e più tragiche della drammaturgia, un incredibile connubio di forza e debolezza, di amore e di odio, di solitudine e di sensualità , di ricordi e di presente.
Medea, dolorosamente emarginata, profuga insieme alla nutrice, vive nei pressi di Corinto. Dopo dieci anni di amore e trasgressioni con Giasone, viene a sapere del prossimo matrimonio di lui con la figlia del re di Corinto. Folle di odio e di amore Medea, umiliata e derisa, viene così sconvolta da un atroce desiderio di vendetta, ed uccide i figli avuti con Giasone, per suscitare in lui il dolore più forte che si possa provare.

La straordinaria indagine psicologica che Anouilh fa dei suoi personaggi, unita ad una struttura drammaturgica molto forte ,ne rende possibile la trasposizione in senso assoluto ed universale dei dolori e degli stati d´animo. Certo la storia di Medea è estrema, e il suo gesto il più atroce che si possa concepire, ma il dolore evocato tanto ricorda la realtà storica dilaniata di oggi, sia che si parli di rapporti umani che di guerre o contrapposizioni di culture.

Ed i personaggi sul palco, pur nella unicità della loro condizione, conservano quel lato umano in cui il pubblico saprà riconoscersi: Medea, donna che tenta disperatamente di riconquistare una dignità , e Giasone, uomo pieno di dubbi ed incertezze proprio come l´Uomo di oggi.

Grandiosa Barbara De Rossi nel portare in scena una Medea donna ferita e profuga rifiutata, un animo tormentato su cui rimbalzano tutte le offese subite, fino a produrre un eco così forte da assopire la coscienza ed offuscare la mente.

AL  TEATRO  S. BABILA  “MEDEA”, di Anouilh, per la regia di Francesco  Branchetti, con Barbara De Rossi, dal 22 aprile al 1 maggio.


            




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