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1927-MONOLOGO QUANTISTICO AL MENOTTI

Data pubblicazione : 04/11/2016     
Autore : Diletta Pieraccini



Dopo lo strepitoso successo di pubblico delle due anteprime, va in scena dal 4 al 6 e dall’8 al 10 Novembre, al Teatro Menotti, la prima nazionale dello spettacolo 1927-Monologo Quantistico di e con Gabriella Greison per la regia di Emilio Russo.
“Tutti sanno che una cosa è impossibile. Poi arriva uno che non lo sa, e la fa.” (Albert Einstein).
Leggendo tra le righe di Greison Anatomy, il sito di Gabriella Greison, liberamente ispirato a Grey’s Anatomy, (pur non avendone mai visto nemmeno un episodio, come afferma scherzosamente lei), scopriamo essere, quella di Einstein, una delle sue citazioni preferite e capiamo che probabilmente, deve aver assunto proprio questa massima come punto di partenza per concepire il suo nuovo, sorprendente spettacolo.
Gabriella Greison infatti, fisica, giornalista, scrittrice e attrice, in 1927-Monologo Quantistico, racconta attraverso una pluralità di materiali video e audio, tutti gli avvenimenti più esilaranti, misteriosi, sconvolgenti e umani che hanno dato vita alla Meccanica Quantistica, teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni.
Il plot ha inizio da uno degli scatti più celebri della storia, quello in cui sono ritratti 29 uomini, scienziati quasi tutti fisici, di cui 17 erano o sarebbero diventati Premi Nobel e tra cui figuravano personalità del calibro di Albert Einstein, Marie Curie, Werner Karl Heisenber e Paul Dirac, ovvero i presenti alla V Conferenza Solvay, tenutasi a Bruxelles il 29 ottobre 1927, da cui nacque, quel giorno, la Fisica Quantistica.
La Greison con composta eleganza e con la fludità che solo i grandi conoscitori possono avere, attraverso questo incontro ci presenta la fisica in maniera assolutamente inconsueta, rivoluzionando il classico linguaggio criptico e indecifrabile della scienza e rendendo interessante e accessibile un campo che solitamente, per i più, non lo è. La sua è una scienza raccontata in veste favolistica e aneddotica, che affascina senza però prescindere dalle leggi reali e dal fatto di cronaca storica.
Durante il suo monologo, ci restituisce dei ritratti sfaccettati, ricchi di sfumature, di queste menti geniali, partendo proprio dall’osservazione della disposizione dei posti a tavola durante la cena di gala tenutasi dopo la conferenza, a cui parteciparono addirittura i sovrani del Belgio. Assolutamente formidabile, l’immagine di Albert Einstein, del quale ci fornisce il suo genio più simpatico e umano, che chiese di potersi sedere di fronte a Marie Curie, da egli considerata la più grande scienziata del 900, ma ben lontano da Niels Bohr, con il quale aveva sempre avuto e continuava ad avere, vivaci discussioni sui fondamenti fisici del mondo.
La fisica, materia solitamente difficoltosa, viene così proposta in una chiave di lettura totalmente nuova, stimolante e travolgente che rapisce gli spettatori, tanto da farci affermare, parafrasando Einstein: “Tutti sanno che una cosa è impossibile. Poi arriva la Greison che non lo sa, e la fa.”





LAURE PROUVOST E L´ATTESA DEL RITORNO DEL NONNOPER...BACCO! SI VA AL TEATRO LIBERO