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Splendida drammaturgia americana al Teatro Menotti

Data pubblicazione : 10/01/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Un’opera densa di significati manifesti e nascosti, una potente rappresentazione del ricordo e della sua influenza sul presente, è in scena sul palco del Teatro Menotti.                                                                                         Magiche le  tecniche usate da Tennessee Williams ne “Lo Zoo di Vetro”, per dire molto più di ciò che si vede e per rappresentare  ciò che è impossibile mostrare.                                                                                              
Una famiglia americana, decaduta durante l’epoca post bellica,si trova a fare i conti con una realtà non molto diversa da quella attuale italiana.
I personaggi sono realistici e  le dinamiche che li legano l’uno all’altro  estremamente umane nella loro complessità.
La madre Amanda, affronta il presente nel continuo rimpianto degli splendori passati.
La figlia Laura, ragazza fragile,inadatta alla vita, zoppa,forse a voler significare la difficoltà, non solo sua, di stare al passo coi tempi.
E un figlio narrante, che avanza nei ricordi muovendosi tra proiezioni quasi oniriche, in uno spazio vago che incoraggia la contaminazione tra passato, presente e futuro.
Un uso della luce eccezionale e fondamentale, quasi pittorico, a simboleggiare  la forza morale dei personaggi e la speranza di cui sono perennemente alla ricerca.
Ma i sogni saranno destinati ad  infrangersi contro lo scoglio della realtà, e alla protagonista verrà chiesto, alla fine del dramma, di spegnere anche l’unica luce rimasta accesa,quella di poche candele.
E sul palco, insieme alla luce, si spegne la speranza.
Di  Tennessee Williams, per la regia di Arturo Cirillo, con Milvia Marigliano,Monica Piseddu,Arturo Cirillo e Edoardo Ribatto, al Teatro Menotti, dal 9 al 26 gennaio.





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