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LA PICCOLA ATENE E IGOR MITORAJ

Data pubblicazione : 18/07/2016     
Autore : Bruna Meloni


Dal 1200, quando fu fondata da Guiscardo da Pietrasanta, "la piccola Atene della Versilia" (com’e´ soprannominata per la sua storia e per quantita´ di opere d’arte che ospita) e´ un crocevia di artisti di fama mondiale, da Michelangelo Buonarroti al Vasari fino ai moderni Henry Moore, Pietro Cascella, Kan Yasuda, Jean Michel Folon, Arnaldo Pomodoro, Joan Mirò o Botero. In tanti, tra loro, hanno donato opere alla città, facendo di questa deliziosa cittadina toscana incastonata tra le cave di marmo un vero museo a cielo aperto.


Fucina d’importantissime opere, esposte nelle piazze e nei musei di tutto il mondo, Pietrasanta conserva il sapore di una città autentica, totalmente estranea al «glamour» di Forte dei Marmi o al clamore di Viareggio, che distano solo una manciata di chilometri.
E a Pietrasanta si può anche fare una vera e propria «passeggiata artistica» lungo il Parco Internazionale di Scultura Contemporanea che si snoda tra piazza Duomo, la Chiesa e il chiostro di S. Agostino, piazza Crispi e viale S. Francesco. Basta girare nelle sue viuzze per imbattersi nella «Memoria di Pietrasanta» di Cascella o ne «Il Guerriero» di Botero, entrambi in piazza Matteotti, nella «Chiave del Sogno» di Kan Yasuda, o ne «Il Centauro» di Mitoraj nell’omonima piazzetta.


Qui Igor Mitoraj aveva «casa e bottega» e non era raro incontrarlo al bar in piazza del Duomo, magari ricoperto di
polvere di marmo, oppure nelle fonderie, intento a dar vita a dei magnifici bronzi. Amato follemente dal pubblico e dalla critica, talvolta discusso, ma sempre protagonista, con la sua generosità, delle vicende artistiche di Pietrasanta.
Lo scultore dei volti tormentati e bendati, della classicità, degli angeli caduti, degli eroi mutilati e scolpiti nel bronzo e nel marmo simbolo dell´uomo moderno, dall´animo frammentario, precario e fragile, era nato a Oederan, in Germania, nel 1944 ma era cresciuto a Cracovia (la mamma era polacca). Nella capitale francese Mitoraj si era trasferito dal 1968 e ma dal 1983 aveva aperto anche uno studio a Pietrasanta dove ormai abitava stabilmente trascorrendo molti mesi dell´anno in Versilia e una parte in Provenza e appunto nella capitale francese.
Musei e gallerie di tutto il mondo da New York a Tokyo hanno ospitato le sue opere. Metteva al centro del suo universo artistico l´uomo con le ombre della precarietà del vivere. Figure classiche e tragicamente calate nei giorni contemporanei. Diceva: "Vivo dell´oggi e questo è il mio modo di raccontarlo". E´ stato profondamente inflluenzato dall´eclettismo del suo maestro Tadeusz Kantor.

Alla sua morte, due anni fa, chiese espressamente di essere sepolto nella sua Pietrasanta ed e´ li che ora riposa.





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