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CARLA FRACCI PROTAGONISTA ALLA VERSILIANA

Data pubblicazione : 29/07/2016     
Autore : Silvia De Bernardi


Danza protagonista al Festival della Versiliana, in una serata magica, con "Sheherazade e le mille e una notte", un balletto in un atto e cinque quadri, ispirato ai racconti d´Oriente di Antoine Galland. Danza e Teatro si intrecciano sul palco, amplificando a vicenda la propria capacità comunicativa, con l´attore Andrea Sirianni ad introdurre i quadri danzati e a recitare una poesia di Eugenio Montale.

Dominerà la scena Carla Fracci, regina Thalassa nella storia narrata e regina da sempre nella storia della danza: grazia assoluta ed infinita saggezza espressiva per raccontare una storia affascinante. Una rappresentazione che miscela alla perfezione PAROLA e MOVIMENTO, fino a confondere in un´unica melodia artistica POESIA e DANZA.
CARLA FRACCI, con la coreografia del grande FREDDY FRANZUTTI, con la COMPAGNIA DEL BALLETTO DEL SUD e le musiche di NICOLAJ RIMSKIJ-KORSAKOV, DOMENICA 31 LUGLIO ALLE 21,30 presso il Teatro LA VERSILIANA.

QUALCOSA IN PIÙ.....
La storia narrata:
Il Sultano uccide sempre le sue mogli dopo la prima notte di nozze, per evitare di essere tradito.
Ma la bella Shéhérazade riesce a rimandare la propria esecuzione grazie alle doti di narratrice, incantando il Sultano con racconti fantasiosi e avvincenti, intrecciandoli con un irresistibile fascino femminile.

Carla Fracci ed Eugenio Montale:
Era l´anno 1969, Montale era critico musicale presso il Corriere della Sera, e frequentava la scala di Milano per recensire Opera e Balletto. Già poeta di successo ( La raccolta Ossi di Seppia risale a 30 anni prima), fu subito colto da ammirazione verso la dea Carla Fracci e tra loro si strinse una profonda e sincera amicizia.
"La Danzatrice stanca" è una poesia che egli scrisse per la Fracci quando era incinta e lontana dalla scena.
La ballerina viene descritta dal Poeta come figura leggerissima, quasi eterea, che torna a ballare dopo essere diventata mamma ( "poi potrai rimettere le ali"). Suo intento è sottolineare che quando la donna riprenderà la danza, dopo la maternità, non sarà più una creatura celeste ( per aver dato alla luce un figlio sarà infatti più aderente all´umana fisicità), bensì terrestre. Eppure tanto speciale, perché senza di lei i balletti erano parsi sfilate di morti ( "niver dèfilès di morte").





IL GRANDE ABBRACCIO DI RUFFINI ALLA VERSILIANAANCORA MUSICA A PIETRASANTA