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A PIETRASANTA SULLE TRACCE DI BOTERO

Data pubblicazione : 22/07/2016     
Autore : Bruna Meloni


E´ un legame profondo che va avanti da quarant´anni quello fra Fernando Botero e Pietrasanta. E non poteva essere altrimenti: lui e´ lo scultore latinoamericano più´ noto e quotato al mondo ; lei la citta´ degli artisti dove hanno origine l´ottanta percento delle sculture in marmo e bronzo che abbelliscono piazze e musei di tutto il mondo. Arrivato nei laboratori di Pietrasanta negli anni Settanta, Botero e´ stato conquistato dall´abilita´ degli scalpellini e dall´eccellenza delle sue fonderie cui ha affidato la realizzazione delle sue statue in bronzo. Nel 1983 ha comprato una villa su una collina che domina il paese e ha aperto uno studio non lontano da piazza Duomo.


Alcuni lo considerano, forse con una certa esagerazione, il pittore più rappresentativo dell´età contemporanea, altri solo un geniale marketing manager dell´arte, capace di imporre uno stile di pittura come se fosse un brand. Impossibile non riconoscere subito un quadro di Botero, senza dimenticare che si tratta forse dell´unico caso di artista moderno finito su cartoline, bigliettini e altri ammennicoli commerciali. Certo è che dopo la morte di Balthus, sublime nella sua astrattezza anoressica e un po´ morbosa, il mondo florido e opulento di Fernando Botero è l´unico capace di rispecchiare in maniera grottesca e metaforica certe caratteristiche dell´ipertrofica società contemporanea.
 

L´artista per riempire grandi campi di colore, dilata la forma: uomini e paesaggi acquistano dimensioni insolite, apparentemente irreali, dove il dettaglio diventa la massima espressione e i grandi volumi rimangono indisturbati. I personaggi di Botero non provano gioia né dolore, hanno lo sguardo perso nel vuoto e sono immobili, quasi fossero rappresentazioni di sculture. Fernando Botero, e come lui molti altri, hanno fatto dono alla citta´ di Pietrasanta di diverse opere. La più´ importante e´ “Il Guerriero” una statua in bronzo del ´92 che con quasi quattro metri di altezza domina piazza Matteotti; le più´ controverse sono due affreschi che decorano la piccola Chiesa della Misericordia. In questo luogo sacro, negli anni Novanta, Botero ha dipinto, nel suo stile, l´inferno e il paradiso; due opere ora molto apprezzate ma che in un primo momento hanno disorientato i cittadini. Nella “porta dell´inferno” l´artista ha collocato ai piedi di Satana e tra lingue di fuoco Adolf Hitler e se stesso mentre sprofondano nel fango. Nella “porta del Paradiso” e´ invece raffigurata Madre Teresa di Calcutta intenta a pregare fra i meli.


Botero e´ presente anche al Museo dei Bozzetti allestito nel chiostro di sant´Agostino dove si trovano circa seicento bozzetti di sculture di oltre trecento artisti che hanno scelto i laboratori di Pietrasanta per dare vita alle loro creazioni. La visita di questa mostra rappresenta un viaggio fra la scultura moderna e contemporanea di tutto il mondo cui Botero partecipa con tre bozzetti in gesso di oltre due metri usati per realizzare tre opere degli anni Settanta: “Adamo”, “Eva” e “Donna con ombrello”. Dal 2001 Fernando Botero è cittadino onorario di Pietrasanta, un ritorno alle origini: nel lontano 1780 i suoi antenati, i fratelli Giuseppe e Paolo Botero, salparono dal porto di Genova alla volta di Medellin.





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