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LA RECENSIONE DI "VERTIGINE" DI JULIEN GREEN

Data pubblicazione : 20/06/2017     
Autore : Alice Civai



Leggere racconti non è sempre semplice, riuscire a seguire l’andamento di un libro frammentato in più storie richiede un po’ d’abitudine, ma d’altronde anche saperli scrivere bene non è cosa facile: cogliere un attimo (quello giusto), una sensazione e descriverla con poche ma efficaci parole non è dote comune.

Magistralmente lo seppe fare Julien Green (1900-1998), accademico francese nato da una famiglia di origini americane. Nel marzo di quest’anno la casa editrice Nutrimenti ha pubblicato VERTIGINE, una raccolta di racconti di Green finora inediti in Italia.

Venti racconti molto diversi tra loro, alcuni lunghi due pagine, altri dieci e altri ancora venti, i protagonisti sono i più disparati, da uno studente di medicina ad un assassino, da bambini spaventati a duellanti per amore, da un malato che tiene un diario ad un uomo che cerca una stanza in affitto. Ciò che lega insieme questa densa successione di storie è proprio il titolo: “Vertigine”, quella vertigine che scopriamo in ogni vicenda raccontata, un brivido tanto breve quanto potente, che può tramutarsi in qualsiasi cosa, fuga, follia, audacia o paura, e in grado di cambiare un destino o una vita intera.

“Mi misi allora a contemplare il mare; capii che conteneva i desideri degli uomini, tutti i destini che non erano stati esauditi e che ora si contorcevano in quell’interminabile successione di onde schiumanti.”

I racconti sono stati scritti dall’autore negli anni compresi tra il 1920 e il 1956 e oggi rimandano ad atmosfere “d’altri tempi”, ad una dimensione che unisce l’onirico alle asprezze della vita, il tenebroso al romanticismo. Julien Green dimostra in questa raccolta la sua incredibile capacità di far materializzare nella mente del lettore i personaggi, senza spesso nemmeno descriverli, eppure dicendo tutto di loro.

“Le scale della paura si erano insinuate dentro di lui e il sangue le percorreva senza posa.”

Racconti misteriosi, fantastici e perturbanti che presi nel loro complesso vanno a comporre un’ampia ricognizione di caratteri e sentimenti, una ricognizione che diviene una profonda indagine umana, un campionario di persone, sensazioni, paure e gioie.
I testi per giunta sono raccolti in un volume molto curato, in cui si trovano le indicazioni sui caratteri scelti così come sulla tipologia di carta utilizzata; viene inoltre data la giusta importanza anche al fondamentale lavoro dei traduttori di cui è riportato il nome a termine di ogni racconto

“La novella (...) non è un romanzo breve ma un racconto nel quale l’autore, quando gli sembra che tutto sia stato detto, si ferma. È allora che comincia il sogno.”

Consigliato a chi vuole cogliere un attimo tanto fuggente quanto estremamente significativo, a chi vuole approcciarsi, se non lo ha mai fatto, ad un tipo diverso di lettura, fugace e incisivo.

Julien Green, Vertigine, Nutrimenti, 2017






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