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L'UOMO DEL LABIRINTO

Data pubblicazione : 19/12/2017     
Autore : Antonio Sarti


Una ragazza scomparsa e ritrovata.
Un uomo senza più nulla da perdere.
La caccia al mostro è iniziata.
Dentro la tua mente...

È in libreria da poche settimane l’ultimo lavoro di Donato Carrisi, L’uomo del labirinto, il ritorno dello scrittore dopo la parentesi cinematografica in cui ha diretto e sceneggiato La ragazza nella nebbia, un film che ha ricevuto ottimi riscontri da pubblico e critica.

Anche in questo caso la protagonista è una ragazza, Samantha, che viene misteriosamente rapita e segregata per quindici anni in una prigione sotterranea che ella chiama “il labirinto”: ricostruire cosa è successo sarà un’ardua impresa per il Dottor Green, chiamato a ricostruire il profilo del suo carceriere. La vita di Samantha è fortemente intrecciata con quella dell’investigatore Bruno Genko, che per lungo tempo ha indagato sulla scomparsa della ragazza e oggi, malato e prossimo alla morte, vede l’occasione per chiudere i conti con il destino. Alternando con grande abilità l’aspetto psicologico al thriller puro, Carrisi disegna nuovamente un romanzo di grande effetto cucito su un soggetto a tratti angosciante ma costruito con intelligenza.

Montenapoleoneweb ha scambiato qualche battuta con l’autore, attualmente impegnato con la promozione de L’uomo del labirinto:

Partiamo da una considerazione generale: nella società di oggi, in cui la lettura ha sempre meno pubblico e spazio nella vita delle persone, si può ancora pensare di emozionare e tenere i lettori incollati alle pagine di un giallo?

Si, oggi è ancora possibile farlo, e il giallo è sicuramente in questo senso uno dei generi più adatti. La lettura però oggi non è in calo, anzi ha una sua nicchia di forti lettori che è in crescita, quindi è ora di iniziare a sfatare questo mito. Il ritmo incalzante che uno scrittore di gialli sa dare permette di creare nel lettore quel senso di suspense che egli ricerca in un libro oggi più che mai.

Oggi peraltro va di moda la giallistica nordeuropea, trainata da successo della serie Millennium di Stieg Larsson: la scuola italiana del giallo invece è ancora in grado di sfornare talenti che lascino il segno?

Contrariamente all’impressione che si può avere, la passione per la giallistica nordica è già “passata di moda” ormai: buon per noi, che abbiamo un immenso potenziale, la scuola del giallo italiano è senz’altro la migliore del mondo e le prospettive sono ottimi, ci sono tanti talenti che stanno emergendo.

Lei si è laureato in giurisprudenza e specializzato in criminologia, certamente è utile una formazione di questo tipo ma non potremmo dire che forse rappresenta a volte un “ostacolo”, nel senso che si rischia di diventare troppo pignoli e attenti alla coerenza dei minimi dettagli, sacrificando spazio al mistero?

Non direi, almeno per come intendo io il romanzo: il pubblico esige quel tipo di pignoleria, lo cerca costantemente e si aspetta che sia il quadro generale che i dettagli siano coerenti. Ovviamente sono d’accordo con loro, se non la pensassi così, allora probabilmente avrei scritto fiabe e non gialli!

Lasciamo lo scrittore ai suoi numerosi impegni, ma se vi ha incuriosito, Donato Carrisi vi aspetta in libreria con L’uomo del labirinto, l’ultimo trhiller mozzafiato che vi farà rivivere le atmosfere noir de La ragazza della nebbia.







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