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IL GIALLO DI VIA TADINO, DI DARIO CRAPANZANO

Data pubblicazione : 13/04/2018     
Autore : Antonio Sarti



Mario Arrigoni è a comando del commissariato di Porta Venezia, pieno centro milanese. Siamo alle soglie degli anni Cinquanta, la guerra è appena dietro le spalle e una città ancora ferita prova a guardare con ottimismo al futuro. La vita del commissario è quella di uomo ordinario, una moglie devota e affettuosa, una figlia che cresce troppo velocemente e il lavoro nella stazione di polizia a pochi passi da casa. Tra un’inchiesta e l’altra, una cena alla trattoria dei fratelli Altopascio, con una spruzzata di Chianti e una bella bistecca ai ferri.

A scuotere dal torpore della quotidianità il commissario è, suo malgrado, una piacente donna di mezz’età che decide di togliersi la vita gettandosi dal quarto piano di una casa di ringhiera in via Tadino; questo almeno è ciò che sembra convincere tutti, meno Arrigoni, che da un particolare apparentemente irrilevante notato da un testimone riesce a costruire un’indagine magistrale. Arriverà così a scoprire una serie di imbarazzanti vicende e a svelare il mistero sulla morte di Laura Bernacchi, con un risvolto amaro che dividerà i lettori nel determinare fino a che punto sia giusto considerare colpevole l’autore del delitto.

Crapanzano racconta, in questo primo giallo della serie di Arrigoni, una vicenda poliziesca da manuale, portando il lettore non solo a immedesimarsi nel commissario alla ricerca della verità ma anche a seguire passo passo i suoi ragionamenti: non ci sono indizi nascosti o giochi di prestigio, è il lettore stesso a svolgere l’indagine, Crapanzano si limita a mettergli davanti tutto ciò che può essere utile alla comprensione dei fatti.

A questa idea di letteratura gialla l’autore accompagna uno stile di scrittura piano e scorrevole, senza finezze estetiche ma diretto a ricercare la massima concretezza dei fatti; gli unici svaghi da questa linea sono le parti descrittive della città, che seguono invece molto di più la volontà di creare un effetto di riconoscimento nei luoghi del lettore milanese.

Unica nota stonata, in un libro che non eccelle e non delude ma rappresenta il detto In medio stat virtus, sono forse le caratterizzazioni troppo stereotipate dei personaggi di contorno, che faticano ad avere sfumature diverse dai cliché cui il lettore è abituato e su cui Crapanzano fissa l’attenzione.






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