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Costellazione familiare: in scena lo straziante saluto ad una madre

Data pubblicazione : 17/03/2016     
Autore : Loretta Masini



Vive a Genova ora Rosa Matteucci, non poteva che approdare ad una città di mare e di porto, lei che ha radici lontane, per non sentirsi opprimere da una terra non sua, ha scelto una città nobile e proletaria che rispetta e non umilia il lato selvatico di chi la abita. Una città che ha ancora i suoi odori, il suo vento, le sue strade sporche, i suoi cani, i suoi palazzi aristocratici dipinti e scrostati, che non disdegnano panni stesi e profumi di cucine.

Una mattina di domenica la vedo camminare nel centro semi deserto, tutti verso il mare su scooter e macchine usate come mezzi di trasporto e non di ostentato benessere, sotto gli ampi portici di Via XX, distratta da niente e concentrata su un punto invisibile ai più, aggrappa lo sguardo ad uno dei tanti manifesti che vogliono catalizzare la vita delle persone in una sala corsi per un’ora di yoga, danza caraibica o difesa personale. Questa volta sono le Costellazioni famigliari a imbrigliare la passante.
E con questo pretesto Rosa comincia ad affondare i pensieri nei ricordi di un passato famigliare che è un grumo infinito da sciogliere nelle pagine dei suoi bellissimi romanzi, di cui sempre la sua famiglia è protagonista.
In “Tutta mio padre” ci ha regalato il ritratto di un uomo stravagante, inaffidabile, imprevedibile, dedito al gioco e alla magia, dissipatore di patrimoni, negligente, una figura di uomo nella quale è meglio non inciampare in età da marito, da non ricercare nel possibile fidanzato, un padre non idealizzato, ma sempre amato.

In “Costellazione familiare” Rosa affronta il lato femminile della famiglia, la sorella bella, intelligente e dalla solida esistenza professionale ed affettiva, e soprattutto la madre,  donna di nobili origini, di un’epoca che ci appare ormai lontanissima, protagonista di una lenta discesa negli inferi della vecchiaia e della malattia, con tutto il corredo di quello che implica: l’immobilità, gli ospedali, le comode, le infinite morti e resurrezioni tra bombole di ossigeno e campanelli di allarme nelle stanze dei ricoveri.
Eppure una donna dal carattere deciso: “In capo a una settimana mia madre riemerse dall’ordigno. Era sopravvissuta. I suoi capelli si erano trasformati in fibra di cocco...in preda a un incontenibile risentimento ordinò che le fosse fatto uno sciampo...Infine dichiarò stizzita che voleva tornare a casa. Aveva voglia di leggere Willa Cather, pretese ipso facto frittura d calamari e prosecco”.E sempre la presenza degli adorabili cagnetti, che hanno popolato la sua casa di bambina e si sono susseguiti resistendo al fianco della madre, figli maschi del padre e fratelli di Rosa.

“Da quando non ho più un cane, la mia vita è un moto circadiano in bilico fra la mancanza di una via d’uscita e l’imperturbabile, rassegnato, ipocrita tirare avanti come se niente fosse. Infatti niente è . Mi manca un cane, sono incapace di vivere senza.”

Apro una pagina a caso di “Costellazione familiare”, e mi pacifico con la scrittura, con la parola scritta che è mantra e di cui Rosa è maestra.
In questo panorama di appiattimento, in cui gli editori fanno a gara per pubblicare libri rassicuranti con copertine tutte uguali di giovani ragazze dai capelli rossi e palloncini colorati, voglio essere disturbata e turbata da una storia marginale, cruda e vera, e da una bambina di Lucian Freud, che con occhi troppo grandi e un corpo troppo gracile mi fissa da dietro un ramo di foglie, come Rosa ci spia attraverso le pagine.  

Titolo: Costellazione familiare
Autore: Rosa Matteucci
Editore: Adelphi
Prezzo: 16 Euro

Loretta Masini, libreria ubik Voghera -  https://www.facebook.com/ubik.voghera






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