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ALBINATI VINCE IL “PREMIO STREGA” 2016

Data pubblicazione : 12/07/2016     
Autore : Antonio Sarti



Successo prevedibile dopo gli esiti delle votazioni precedenti, il clamore anche mediatico ha fatto solo bene a "La scuola cattolica", che ha sbancato l´edizione 2016 del Premio Strega.
“La scuola cattolica” di Albinati racconta una delle pagine più complicate e a tratti scioccanti e incomprensibili della storia italiana, ovvero il massacro del Circeo. Proprio dalla scuola che anche lo stesso Albinati frequenta, dalla medesima classe, arrivano gli autori del delitto in cui trova la morte Rosaria Lopez e a cui sfugge miracolosamente Donatella Colasanti. Il trio della morte, composto da Angelo Izzo, Andrea Ghira e Giovanni Guido, viene raccontato negli aspetti più intimistici e aderenti alla realtà da chi meglio li può aver conosciuti negli anni in cui si formarono, ovvero un compagno di classe.

La scuola cattolica si presenta come uno dei libri più lunghi della letteratura italiana, con le sue quasi 1300 pagine, ma il complesso di argomenti che va ad affrontare lo rende sicuramente affascinante e degno di una lettura attenta.
Diamo un´occhiata anche agli altri libri inseriti nella cinquina finalista, che annovera autori importanti e romanzi comunque altrettanto meritevoli.

“L´uomo del futuro” di Eraldo Affinati presenta la figura di Don Lorenzo Milani, uomo ed educatore che ha segnato un´epoca: una ricerca convinta e approfondita quella che Affinati mette in atto, con l´obiettivo di scoprire se l´esempio del priore ha ancora oggi lasciato frutti.

Lo scrittore decide di mettersi sulle tracce di quelli che sono stati i luoghi-simbolo di Don Milani, per far conoscere meglio quello che fu uomo, per sua stessa ammissione, “avanti di cinquant´anni”.

“Se avessero” di Vittorio Sermonti intreccia passato e presente, storia e realtà: un aneddoto stampato chiaro nella mente dello scrittore è la scintilla per fare un´accurata analisi sull´Italia di ieri e di oggi, senza tralasciare numerosi aspetti autobiografici che si stagliano sullo sfondo del racconto. Passioni, emozioni, eventi e idee, racconti con la consueta dose di auto-ironia che i suoi fedeli lettori hanno imparato a conoscere.

“Il cinghiale che uccise Liberty Valance” di Giordano Meacci, romanzo di formazione di un cinghiale come afferma lo stesso autore, che si snoda nel borgo immaginario di Corsignano. Apperbohr, il protagonista, si trova a comprendere giorno dopo giorno la vita degli umani, arrivando a comprendere infine una verità prima inafferrabile. Con il suo linguaggio “cinghialese”, Meacci ha già conquistato vari premi letterari, che lo consegnano comunque al successo del pubblico.

“La femmina nuda” di Elena Stancanelli è forse il romanzo per eccellenza, tra i cinque candidati della finale, il racconto spregiudicato di una donna che, finito il suo matrimonio, si trova nuda con le proprie ossessioni: la nuova compagna del marito e i loro rapporti diventano il motivo per andare sempre più a fondo nella vita dell´ex compagno. Scritto in forma epistolare, “La femmina nuda” conferma tutte le qualità letterarie della Stancanelli, che ci regala un quadro ben fatto della femminilità oggi e della gestione delle ossessioni.





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