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“COME NASCONO I COMICI”, UNA FEDELE RICOSTRUZIONE DELLA STORIA DELLA COMICITA’ A MILANO.

Data pubblicazione : 21/04/2016     
Autore : Antonio Sarti


Una cascina a Castelleone, tra le infinite campagne cremonesi, in una fresca serata primaverile: questa la scenografia scelta per la presentazione di “Come nascono i comici”, il primo libro di Marcello Zuccotti e Francesco Carrà.
Siamo a casa Zuccotti, o quantomeno la seconda casa, il circolo “Alice nella Città”, una inconsueta via di mezzo che sa di familiare tra un locale e un laboratorio dove si produce cultura: «Un’associazione culturale così – afferma Carrà - dovrebbe rientrare tra i beni da preservare».

Come nascono i comici? È la domanda che i due autori, uno cremonese l’altro milanese, si sono sentiti crescere dentro di sé ad un certo punto. Il passo successivo non poteva che essere un’indagine puntuale e accurata che desse le giuste risposte.
E’ il padrone di casa a prendere per primo la parola e provare a presentare il lavoro: «L’idea di realizzare un libro su quello che è stato il primo luogo in cui ha preso vita e si è formata l’idea di comicità milanese è nata quasi per caso, come spesso succede, durante una cena: ci siamo resi conto che c’era un locale, il Derby, che era una sorta di contenitore per tutti i primi comici. Quattro anni fa abbiamo iniziato il nostro progetto, che non sarebbe stato possibile senza uno dei due autori, siamo stati assolutamente complementari e solo insieme avremmo potuto portarlo a termine».

Il libro della strana ma ben assortita coppia Carrà-Zuccotti racconta quello che è stato il Derby, un’avventura iniziata nel 1959 e terminata nel 1985. Gli autori hanno individuato due fili conduttori, ovvero due scuole e altrettante generazioni di comici, il primo è il cosiddetto “Gruppo Motore”, di cui facevano parte tra gli altri Cochi e Renato, Enzo Iannaci, Lino Toffolo, Bruno Lauzi. Questo primo gruppo di artisti si dipana attraverso i primi anni sessanta, e oltre ai nomi celebri era presente anche un ricchissimo sottobosco di comici di secondo piano ma che venivano spinti in avanti da chi già era apprezzato, come ricorda Francesco Carrà: «Una delle prerogative del Derby è che non c’era invidia, gli artisti si supportavano l’un l’altro e cercavano anzi di far conoscere al pubblico quelli che erano meno noti. Alle spalle di questi artisti poi c’erano persone competenti, come Beppe Viola, che erano garanzia di successo».

Il secondo gruppo, che prende posto sulla scena alla fine degli anni settanta e viene indicato nel libro come “Gruppo Repellente”, vede tra i principali esponenti nomi del calibro di Giorgio Faletti, Massimo Boldi e Diego Abatantuono.
Un locale, il Derby, che nasce non da una vera idea ma da una necessità, quella del gestore di un albergo in via Monte Rosa di arrotondare i magri incassi della propria attività: decide così di aprire nel seminterrato un Jazz Club. Proprio in questo contesto trovano spazio inizialmente i comici milanesi, che con fatica si conquistano piano piano il proprio pubblico: a quel punto la strada è spianata, il jazz lascia sempre più spazio al cabaret e il Derby diventa quello per cui sarà ricordato, il primo laboratorio di comicità milanese da cui sono usciti i più grandi talenti della scena italiana.

Non solo grandi talenti, come abbiamo detto: «Nel nostro libro – spiega Zuccotti - diamo spazio anche a tutte quelle figure che vengono considerate “minori” solo per popolarità, ma che avevano grandi numeri: penso a Felice Andreasi, da tutti apprezzato e indicato come il surrealista per eccellenza, portavoce di una comicità  macabra e a tratti grottesca, ma comunque efficace. Viene da chiedersi perché un personaggio di tale calibro venisse passato in Rai e oggi non succede più, la risposta che mi viene da dare è che l’intelligenza forse dà fastidio, penso ad esempio a Maurizio Milani, che meriterebbe più spazio».

«La generazione Derby – aggiunge Carrà - aveva pochi strumenti a sua disposizione per far ridere, la parola era al centro di tutto il processo creativo, bisognava giocare sui significati per portare a casa un sorriso dal pubblico, eppure ci riuscivano alla grande. Penso a un personaggio come Walter Valdi, proveniente dalla scuola di mimo del “Piccolo Teatro”, era un comico che basava tutto sulla sua mimica prossemica, aveva una forte capacità di giocare con le parole e con la musica».

Parole  e musica, un confine molto labile, dalle parole dei due autori la serata scorre via sotto le dita di Davide Zilli & The Quartet, musica e parole in composizione a piacere, come abitudine per i comici del Derby.

Titolo: Come nascono i comici. Dal Derby allo Zelig, 60 anni da ridere.
Autore: Francesco Carrà - Marcello Zuccotti.
Editore: Haze/Auditorium Edizioni
Prezzo: 17 Euro





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