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Le affinita' elettive tra passione ragione e destino

Data pubblicazione : 19/02/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Le pagine di un grande romanzo diventano sul palco realtà contemporanea.
I personaggi nati dalla penna di Goethe, sono chiamati sulla scena, a mostrare la tenuta atemporale dei sentimenti, delle relazioni e delle situazioni narrate nel romanzo del 1809.
I legami che inspiegabilmente nascono all’improvviso, ad unire due persone appena conosciute, turbavano gli animi di allora e continuano a turbarli oggi. E la domanda circa la possibilità di sfuggire al proprio destino, risuona nelle menti contemporanee come risuonava in quelle dell’800.
“Le affinità elettive”  sono il tema di questa storia, forze che prendono il nome da un fenomeno scientifico, dalla capacità di due elementi chimici uniti tra loro, di separarsi se subiscono attrazioni da altri elementi con cui hanno maggiore affinità.
Edoardo e Carlotta sono felicemente sposati quando decidono di ospitare per una vacanza, nella loro casa il Capitano e Ottilia. Nelle giornate trascorse insieme, qualcosa che va oltre il loro controllo mescola le carte e confonde i sentieri  di sempre. Nella grande casa di montagna esplodono amori imprevisti, le coppie si incrociano e la vita che conoscevano  pare sul punto di infrangersi.
Intento chiaro di descrivere un’analogia tra  i fenomeni della natura e quelli del comportamento  sociale. Filosofia naturalistica e radici del destino già scritto per ognuno di noi, o libero arbitrio? Probabilmente una sintesi, a dimostrare che è impossibile non scegliere, e che ogni scelta ha ripercussioni sulle persone che ci circondano.
Una dolce ed elegante narrazione dell’eterno dilemma tra passione e ragione, a concludere che forse servono entrambe, per scrivere ogni giorno il destino sulle pagine della nostra vita.
“Le affinità elettive” al Teatro Libero, dal 20 febbraio al 2 marzo, per la regia di Paolo Giorgio.





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