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La storia di Steve Jobs sul palco del Teatro Parenti

Data pubblicazione : 16/01/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Steve Jobs, un’icona del  XXI secolo.
Un ingegno che ha cambiato il mondo.
L’immaginario collettivo si è lasciato esortare, dai suoi famosi discorsi, a non omologarsi, ad osare. “Siate alternativi, indipendenti ed un po’ folli”usava ripetere ai suoi studenti.Uno spettacolo“Il tormento e l’estasi”, che celebra  i tanti successi di Jobs e della Apple, ma che rivela anche il prezzo umano pagato per raggiungerli.
Uno spettacolo che accanto agli entusiasmi occidentali, sa accostare con gusto ed incisività il conseguente degrado delle sedi cinesi in cui avviene la produzione. Operai, spesso bambini, solo ingranaggi di un sistema che non ne riconosce i diritti e ne soffoca ogni fiato di umana dignità, fino a condurli spesso al suicidio.
E le soluzioni adottate per contenere questa corsa alla morte, sanno essere addirittura più disumane dei fattori che le hanno rese necessarie.
Da vedere, per capire come il teatro continui ad essere luogo vivo di riflessione, di scambio e di denuncia, inserito nella contemporaneità. Quindi vivo. 
Tratto da Mike Daisey, adattamento di Enrico Luttman, con Fulvio Falzarano per la regia di Giampiero Solari, al Teatro Parenti, dal 23 gennaio al  2 febbraio.





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