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La ripetizione differenteʼ alla Galleria Marconi

Data pubblicazione : 13/06/2014     
Autore : Bruna Meloni


La Fondazione Marconi ripropone al pubblico una rassegna tenutasi quarantʼanni fa negli spazi dello storico Studio Marconi di via Tadino. Differenza e ripetizione è un´opera filosofica Gilles Deleuze pubblicata in Francia nel 1968, da cui eʼ ripreso il titolo della mostra.
Il testo costituisce un impegnativo tentativo di affrontare, sotto diversi punti di vista, un tema che nel dibattito filosofico e culturale del tempo è centrale: ovvero il tema della differenza nel suo rapporto con l´identità e con la ripetizione. Deleuze non intende la differenza come pura negazione: l´elemento centrale dell´opera, sulla scia del pensiero di Nietzsche, è al contrario la differenza concepita come affermazione pura, come atto creativo.
Per quanto riguarda in particolare lʼarte si trattava di cogliere un fenomeno naturale e inevitabile, un ritmo dialettico o bipolare che vuole che quando ci si è spinti troppo in una direzione, scatti una manovra al rientro, e da uno sguardo proteso verso il futuro, si ritorni a saccheggiare il passato.


Ed ecco che Enrico Baj, Valerio Adami, Emilio Tadini, Richard Hamilton, ovvero la squadra sostenuta con tenace amore proprio da Giorgio Marconi, rivedono i miti pop con mano leggera e dissacrante accompagnati in questa operazione dallo spagnolo Eduardo Arroyo e dal provocante Ugo Nespolo.
La scelta di riprendere quadri della tradizione deriva soprattutto dal clima diffuso di curiosità e indagine sulle radici storiche, tuttavia, ridisegnare i profili di capolavori del passato significa riaffermare il valore dellʼimmagine in un contesto come quello della ricerca contemporanea, che tendeva invece a rifiutare, privilegiando un tipo di espressione dematerializzata e soprattutto aniconica.
Lʼanalisi condotta sulla pittura della tradizione si colloca in questa volontà di recupero e rimpossessamento di un fare artistico che non escluda la figuratività e lʼattenzione al dato materiale aprendo le porte ai fenomeni collaterali allora solo in germe, Transavanguardia, Nuovi-nuovi, Anacronisti.
Una mostra da non perdere: alla Galleria Marconi, Via Tadino 15 Milano fino al 18 luglio.





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