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La coscienza di Zeno al Teatro Carcano

Data pubblicazione : 18/01/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Un viaggio nei labirinti della mente e  del cuore, alla luce dell’ appena nata scienza della psicanalisi, per questa trasposizione sul palco dell’amato romanzo di Italo Svevo.
Testi  e  scene sono abili pennelli chiamati a  dipingere l’uomo moderno, carico di desideri  ma incapace di perseguirli, avido di vita ma inadatto a costruirsela.
La storia è quella di un uomo di disarmante normalità ,ai primi del XX secolo,  intento a  farsi spazio  tra i mille mali del mondo, di allora e di oggi, imparando ad attutirne i colpi.
Nel personaggio di  Zeno  Cosini  convergono tratti  ironici e drammatici,  la vita è una lotta e la coscienza, sia individuale che collettiva, è un gioco comico e assurdo di autoinganni a volte consapevoli.
La morte del padre, il rifiuto della donna amata, un matrimonio non desiderato, tutti  elementi tra cui mediare per raccogliere una briciola di felicità e affinare l’arte di sopravvivere.
E ancora il difficile rapporto dell’Uomo col suo Tempo.
Tempo che si fa alleato visivo della rappresentazione nei grandi orologi che dominano le scene dei  salotti borghesi.
E la musica ne scandisce con armonia lo scorrere, regalando scioltezza ad un lavoro introspettivo, per definizione non portato a seguire un ordine cronologico.
L’architettura  è quella del diario, con una narrazione in prima persona, dove gli avvenimenti seguono un ordine assolutamente soggettivo, e la coscienza accetta di ricostruirli proprio perché mediati attraverso il ricordo.
Le debolezze umane ampliano il loro respiro e alla coscienza non resta che adattarsi.
Al Teatro Carcano, dal 24 gennaio al 2 febbraio, con Giuseppe Pambieri, per la regia di Maurizio Scaparro.





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