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IL RITORNO A CASA al Teatro Grassi

Data pubblicazione : 18/11/2013     
Autore : Silvia De Bernardi


           
Femminilità umiliata
, ma anche femminilità forma di dominio, potenza della seduzione, capace di ribaltare le sorti di un conflitto. Uomini da carnefici a vittime, in questo dramma di Harold Pinter che vede la famiglia come una giungla in cui si combatte a suon di ossessioni mai risolte, forme di aggressività latenti e insoddisfazioni vitali, come una cellula in cerca di isolamento ma continuamente invasa, che ospita un fattore mnemonico esplosivo. Il ritorno a casa di Teddy, dopo anni di lontananza, con la moglie Ruth, in una famiglia di soli uomini, porta al disfacimento dei precedenti legami fondati sull’ipocrisia e all’annientamento dei precari equilibri tra i componenti. Un viaggio nella natura umana, nella sua parte più buia, dove vissuti lontani, pulsioni ed aggressività sanno improvvisamente spegnere ogni inibizione formale. La regia di Peter Stein presenta "Il ritorno a casa" come un giallo nel quale lo spettatore è chiamato a scoprire verità nascoste,in totale sinergia con l’abilità delle Opere di Harold Pinter di suggerire il mistero della vita, con i suoi pericoli, le sue minacce tanto più crude proprio perché ambientate nei luoghi familiari, in cui ci si aspetta calore. Sul palco ad agire non è solo il momento stesso, ma la somma di tutti i momenti passati, l’accumulo dei ricordi, anche rimossi. Dialoghi frizzanti, nonostante il dramma che vanno a tratteggiare, per Paolo Graziosi, Alessandro Averone e Arianna Scommegna, ed un uso dei silenzi davvero magistrale, in un alternarsi di pause che aggiungono prospettiva ad ogni battuta. E come sempre nei finali di Pinter, tutto rimane aperto,quando si chiuderà il sipario nessuno, sulla scena e nell’auditorio, saprà indovinarne l’epilogo.
Teatro Grassi, dal 20 novembre al 1 dicembre.






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