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Il Pantano al Teatro Grassi

Data pubblicazione : 07/01/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Una riflessione sulla contrapposizione tre bene e male, in una umanità per cui è difficile  distinguerne i confini.                                                                                                                                                                               Una zona grigia, intermedia tra il bianco e il nero, sempre più ampia e più ricca di sfumature sottili, in una società che complica  le dinamiche tra esigenze particolari e necessità universali.
Sul palco del Teatro Grassi  il processo, quasi onirico, ad una donna  con un passato in manicomio, che assiste,inerte, al suicidio della figlia.
L’accusa nei suoi confronti  è chiara e crudele per una madre: accidia.
Dentro di lei, la buona e la cattiva coscienza la fanno vacillare tra il ricordo e la rimozione.
Questa vicenda privata diventa metafora di un processo all’umanità intera, anch’essa  perennemente dilaniata tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. 
E nel paradosso tipico del teatro, il giudice di questo processo è addirittura Dio, e il Diavolo, necessario per  l’equilibrio del confronto,presenta le motivazioni  della  sentenza.
Ma la riflessione non ha velleità di risposta,  resta sospesa anch’essa nella zona grigia dell’indecisione, forse in attesa di certezze che nessuno  sembra più davvero in grado di dare.
Ogni spettatore, chiuso il sipario, cercherà di tracciare una linea e di decidere se la protagonista  debba essere odiata od abbracciata.
Un lavoro teatrale davvero vivo, attuale e coinvolgente, che porta in scena pensieri presenti in ogni spettatore e ,forse per un attimo,  farà rimpiangere l’immediatezza delle  favole raccontate  ai bambini, in cui il bene e il male sono tanto opposti e inconfondibili quanto i buoni e i cattivi.
Testo di Domenico Pugliares, regia di Renato Sarti ,al Teatro Grassi dall’8 al 12 gennaio.





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