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Il bell'Antonio al Teatro Manzoni

Data pubblicazione : 12/01/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


L’amatissimo romanzo di Vitaliano Brancati in un’opera che ne riporta in scena il vero respiro ,mostrando come la lingua italiana possa trasformarsi da pagina letta in immediata immagine.   
L’adattamento teatrale de “Il bell’Antonio”, per la regia di Giancarlo Sepe, racconta con grande amore Catania, la Sicilia e la gente che lì trascorre la vita e lascia la propria impronta. 
Respira  sul palco la vera costruzione del romanzo, di critica alla società, alla storia, agli uomini, alla chiesa e alle convenzioni ,in un abile alternarsi tra vicende umane familiari e fatti storici dell’Italia fascista.
La storia è quella di Antonio, uomo bellissimo, privo di qualunque talento, ma visto come una sorta di divinità. Le donne svengono al suo passaggio, il padre ne decanta con orgoglio la virilità, la gente lo pensa vicino a Mussolini ed influente.   
Una regia spoglia da allestimenti borghesi e dettagliati,  riesce a fissare la vicenda in un non luogo e in un tempo già avvenuto, in uno scorrere dei ricordi, contribuendo  a dare ai dialoghi e alle parole maggior risalto.
Un palcoscenico su cui i personaggi mettono a nudo  la complessità del proprio essere.  Antonio non resta  relegato nel paradigma dell’impotenza, ma può urlare la sua disperazione per la negata possibilità di vivere autenticamente.
E la tragedia, che sembra ridotta al rimpianto di non conoscere l’atto sessuale, celebra in realtà, anche divertendo, la morte della presenza fisica ed intellettuale dell’uomo, spogliato  della propria insostituibilità.
Con Andrea Giordana e Giancarlo Zanetti, per la regia di Giancarlo Sepe, al Teatro Manzoni, dal 9 al 26 gennaio.      





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