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Futurismo tra poesia e musica al Teatro Studio

Data pubblicazione : 26/02/2014     
Autore : Silvia De Bernardi


Sul palco del Piccolo Teatro Studio si parla dell’Italia, tra realtà passata e poesia.
Massimiliano Finazzer  Flory, atleta del cuore, porta in scena i toni e i contenuti dei manifesti futuristi di Tommaso Marinetti e Giovanni Papini.
Voce e corpo di un grande attore a cantare gli animi incendiati dalla vita e dall’energia della più grande avanguardia italiana.
Una positiva voglia di avvenire e di novità contrasta i passatismi  di ogni tempo, idealizzazioni del passato volte a farlo sembrare  insostituibile, sbarrando il desiderio di costruire un futuro.Un inno alla velocità perché, come diceva Marinetti “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la velocità”.
Il Futurismo  infatti aveva identificato nella velocità dei tempi moderni il nuovo bene, la sintesi di tutte le azioni coraggiose, il disprezzo degli ostacoli, il desiderio di nuovo ed inesplorato, di modernità.E nella lentezza il nuovo male del mondo, perché  passiva, perché analisi di tutte le prudenze stagnanti, adorazione immobile degli ostacoli, nostalgia del già noto, elogio della stanchezza e del riposo.
Una serata all’insegna della cultura, tra le splendide note delle sinfonie di Stravinsky e Sakamoto.
Dal 26 febbraio all’ 1 marzo al Piccolo Teatro Studio, Massimiliano Finazzer  Flory  in GRAN SERATA FUTURISTA.





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