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Ex voto a casa del Manzoni

Data pubblicazione : 20/12/2013     
Autore : Bruna Meloni


Unʼarte povera nel vero senso della parola. Piccole opere, nate dalla devozione popolare in segno di gratitudine verso quei santi che abbiano accordato la propria benevolenza. Prodotto della fantasia di autori anonimi e spesso improvvisati che raccontano storie di speranza e di fede.
Stiamo parlando degli “ex voto”, genere erroneamente considerato nei secoli minoritario e di poco valore che ha contato fra i suoi estimatori ed esperti Eugenio Cefis. Passione ereditata dalla figlia Cristina che ora gestisce una Fondazione con lʼambizioso compito di raccogliere queste tavolette.
La raccolta consiste ad oggi in piuʼ di 800 piccole opere. La piuʼ antica risale al XV secolo, la piuʼ recente eʼ stata dipinta in epoca risorgimentale. Un ciclo che testimonia lʼevoluzione di una religiositaʼ fatta di preghiere, riti ed invocazioni che mutano con il passare del tempo e lʼevolversi del contesto culturale. Ciclo che si configura anche come implicita testimonianza del costume, della moda, dellʼ architettura e della storia della medicina.
Lʼattenzione di questa prima mostra, ospitata nella Casa del Manzoni che diventeraʼ spazio dedicato in via permanente allʼarte degli ex voto, eʼ centrata infatti sulle scene di interni. Il visitatore si trova a muoversi nelle camere da letto dellʼUmbria rinascimentale e in quelle della Roma papalina riconoscendo differenze tra strumenti chirurgici, abiti ed arredi e curiosando in quelle che sono diventate fotografie inconsapevoli di epoche perdute.






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