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SPAZIO OBERDAN MILANO PRESENTA: TUTTO IL CINEMA DI ALMÓDOVAR

Data pubblicazione : 06/06/2016     
Autore : Antonio Sarti



Il grande cinema di Pedro Almódovar sbarca allo Spazio Oberdan di Milano, per una rassegna lunga oltre venti giorni che porterà sullo schermo i capolavori del cineasta spagnolo che proprio in questi giorni è al cinema con il suo ultimo film, Julieta, un’opera fortemente legata alla letteratura: la sceneggiatura infatti è costruita partendo da tre racconti del premio Nobel Alice Munro.
Un cinema, quello di Almódovar, originalissimo, fuori dagli schemi, provocatorio, decisamente orientato verso il grottesco e l’assurdo agli inizi, in seguito meno estremo, più vicino a una percezione “normale” della realtà, che non rinuncia però a quella deformazione di situazioni e personaggi che ne costituiscono la principale cifra espressiva.
L’urlo si è via via trasformato in voce profonda, in riflessione spesso sofferta e drammatica, senza perdere mai la capacità di farci ridere o piangere, insomma di raccontarci la vita in tutte le sue irresistibili contraddizioni.

La rassegna, che durerà dal 6 al 30 Giugno, si è aperta Lunedi con “Carne tremula”, uno dei lavori più acclamati di Almódovar.

Martedì 7 è prevista una scorpacciata di film che si configura quasi come una maratona cinematografica in grande stile: alle 17 si parte con “Legami!”, alle 19 sarà la volta di “La mala educacion” e per finire alle 21 “Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio”, un percorso filmico che ci porterà attraverso tre generazioni di Almódovar, dal 1980 passando per il 1990 fino al 2004.

“Legami!” (1990) è un film particolare e dal soggetto molto caratterizzato: racconta la storia di Ricky, un giovane da poco uscito da una casa di cura. Il suo primo pensiero è quello di rivedere Marina, una pornostar con cui un anno prima aveva avuto una notte d’amore. Non potendo accettare che lei non lo ami, l’uomo decide di sequestrarla finché ella non deciderà di avere una vita coniugale con lui: Marina però cade presto nella Sindrome di Stoccolma e inizia a provare qualcosa per il giovane Ricky, arrivando addirittura a medicarlo dopo essere stato aggredito da alcuni spacciatori per strada. L’amore sembra scoppiare forte, finché Lola, venuta a controllare l’appartamento, scopre Marina e la convince a fuggire insieme.

“La mala educacion” (2004) è sicuramente uno dei lungometraggi più noti al grande pubblico tra quelli di Almódovar. Siamo a Madrid, 1980: Juan, fingendosi attore al posto del fratello Ignacio, si reca da Enrique, regista, per proporgli di realizzare un racconto autobiografico che narra la gioventù dello stesso Enrique e di Ignacio. I due a scuola avevano condiviso le prime difficoltà sessuali, le prime turbe emotive e la scoperta della reciproca omosessualità.
Enrique però capisce che qualcosa non va in Ignacio, così si mette ad indagare, scoprendo una verità sconcertante.

“Pepi, Bom e le altre ragazze del mucchio” (1980) è uno dei primi film del regista iberico, costruito con uno stile ancora acerbo ma certamente già molto incisivo nella sua presa in giro del perbenismo a tutti i costi. Pepi è una ragazza emancipata che vive a Madrid, nella Spagna post-Franco: è stata violentata da un poliziotto per evitare una denuncia relativa ad alcune piante di marijuana trovate sul suo balcone. Questo evento scatenerà una serie di vendette che travolgeranno i protagonisti.

Il programma completo della rassegna “Tutto Almódovar” è disponibile sul sito www.cinetecamilano.it





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