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La raffinata sensibilità di Tom Ford in “Animali notturni”

Data pubblicazione : 21/11/2016     
Autore : Franca D.Scotti


Arriva al cinema "Animali notturni", il secondo film di Tom Ford , vincitore del Gran Premio della Giuria alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
La trama vede la protagonista, Susan, proprietaria di una prestigiosa galleria d´arte, insoddisfatta sia della vita affettiva che professionale, turbata per l’arrivo di un manoscritto del primo marito, perso di vista da diciannove anni.
La lettura solitaria e notturna del racconto suscita un’ondata di ricordi rimossi , che fanno affiorare nostalgia per sentimenti appassionati della gioventù, rimpianti per avere perso l’unica persona che poteva comprenderla, incertezza sul futuro.
Ma nel contempo le pagine del romanzo raccontano una storia drammatica tra realtà e fantasia che fanno di “Animali notturni” anche un thriller inquietante sullo sfondo piatto e deserto del Texas.
La notte domina tutto, sia nel romanzo che nella vicenda personale di Susan. Una notte nera e profonda, che cattura Susan immersa nella lettura e la inchioda al suo letto, dietro gli occhiali e una vita di apparenze.
I rimpianti la portano a rievocare gli anni giovani in cui amava Edward, ricco di sensibilità, fantasia, generosità. Nel presente, invece, è la moglie di Walker, che la tradisce clamorosamente.
Tra lettura, scene drammatiche che si succedono nel libro e ansie personali che si traducono in insonnia, Susan rivive il tempo della sua vita.
Un romanzo/ vendetta? O un romanzo verità sui drammatici rapporti sociali e soprattutto sulla ferocia che distrugge gli individui? O un romanzo opera d’arte che si contrappone con violenza alla algida inespressività delle opere d’arte di cui si occupa Susan nella sua galleria?
Le dimensioni che si intrecciano dimostrano la complessità e la ricchezza del linguaggio di Ford, approdato ad una estrema sicurezza nel gestire simboli, riprese, quadri di insieme, scenografie di sofisticata espressività.
Così l´orrore truce di alcune scene si dissimula e sfuma nella eleganza perfetta di mises, acconciature, make up, arredi iperlusso.
In tutti i casi un´America disturbante che “fabbrica mostri”, tra sfavillio e brutalità.





ARAKI AMOREL’ARTE DI ESSERE FRAGILI